Madame, Graham Bell e i crypto assets

Gli-aristogatti-19

Viste le scarse possibilità che qualcuno, all’interno del FMI, possa leggere questo post, posso tranquillamente confessarvi che, quando vedo Christine Lagarde, direttore del FMI appunto, inevitabilmente la associo al personaggio di Madame degli Aristogatti di Walt Disney. Mi sta simpatica come Madame e, da qualche giorno lo è ancora di più. La scorsa settimana, in un interessante articolo a sua firma, Lagarde ha dato alcuni indirizzi su come approcciarsi al mondo delle Fintech e dei crypto assets. La sua riflessione si è concretizzata nelle tre seguenti domande :

1) Come possiamo trarre benefici da queste nuove tecnologie mantenendo il Trust ?
2) Un sistema finanziario più decentralizzato sarà più stabile o meno stabile ?
3) La disintermediazione porterà a non rilevare per tempo possibili rischi emergenti ?

Le tre domande hanno un’unica risposta: occorre che tutti gli attori dei sistemi finanziari facciano il loro lavoro (studiare vi dice nulla…), a partire dal FMI; occorre comprendere a fondo le nuove tecnologie, cercare di capire come poterle calare nei sistemi attualmente in essere, come poterle regolare, supervisionare, adottare.
Sono parole di apertura, di grande apertura e non più di conflitto, segno che le potenzialità delle valute digitali cominciano ad essere capite ed apprezzate.
L’articolo si chiude con una bellissima frase, che vi riporto integralmente: “Above all, we must keep an open mind about crypto assets and financial technology more broadly, not only because of the risks they pose, but also because of their potential to improve our lives. When in doubt, just think of Alexander Graham Bell and his telephone.”
Posso solo sperare che questo consiglio di mantenersi open mind su questi argomenti, sia accolto il più possibile.
Ben si lega, a quanto detto finora, un articolo di Massimo Chiriatti, pubblicato oggi su Nova del Sole 24 Ore. Chiriatti ci parla dello scontro inevitabile tra l’eccesso di regolamentazione delle valute fiat e la loro scarsa adattabilità all’economia moderna, e la velocità ed adattabilità delle monete digitali. Niente di nuovo, solito dibattito direi … ma vorrei cogliere al volo una frase dell’articolo :
“È arrivato quindi il tempo di affiancare all’euro un’altra convenzione sociale e cripto-algoritmica ?”
La mia risposta, assolutamente personale e nel solco dell’open mind suggerito da Lagarde, è si ! Una valuta digitale, con tutte le caratteristiche riportate nell’articolo di Lagarde, potrebbe far fare un enorme salto di qualità alle finanze europee. E, come ebbi a dire, ormai due anni fa, nel corso del Salone dei Pagamenti, “chiamatelo BitEuro, chiamatelo come vi pare, ma andrà fatto !”

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