“I am, then I pay !”

SplitShire-2385

Eccomi di nuovo a voi dopo un breve periodo di oblio … devo farvi subito una confessione: il titolo di questo post l’ho rubato ! I am then I pay è un vecchio pallino dell’amico Roberto Garavaglia e, probabilmente, i tempi, le tecnologie e la volontà, sono ora maturi affinchè questo pallino diventi realtà.
Parlo dell’avvio di un progetto, FICES (First Italian Cross-border Eidas Services), animato da InfoCert, BNL, CheBanca!, ING Italia e EuropAssistance Italia, che ha come obiettivo quello di consentire ai cittadini dell’Unione Europea di sperimentare – mediante l’autenticazione con l’identità digitale rilasciata dai propri Stati di appartenenza – l’accesso ai servizi offerti da aziende italiane.
In buona sostanza, i cittadini europei in visita in Italia potranno acquistare, tramite App, biglietti per spettacoli, ticket per la sosta o sottoscrivere polizze assicurative temporanee, senza essere registrati sulle App dei fornitori dei servizi, sfruttando la propria identità digitale rilasciata dal proprio paese di provenienza.
Siamo sicuramente davanti ad un cambiamento “epocale” per il mondo dei pagamenti e spero vivamente che questo progetto rappresenti solo l’inizio di un percorso rivoluzionario. Non conosco ancora i dettagli tecnici, ma sarebbe fantastico se, a gestire e a garantire lo scambio di informazioni tra l’identity provider e la app del merchant fosse la blockchain. Beh si forse ho un pò esagerato ma ritengo che, proprio per le sue caratteristiche di “garante”, questa tecnologia potrebbe essere perfetta a “garantire” lo scambio di credenziali (tra l’altro ci dovrebbe già essere qualche applicazione della tecnologia in questo senso, e proprio su tematiche di digital identity).
A questo punto, oltre che attendere i risultati di questo progetto (tra un anno circa), cosa possiamo fare ? Di sicuro non dobbiamo rimanere con le sinapsi spente, anzi … direi che questo progetto ci offre un’ottima sponda; occorre cominciare a rivisitare in questa ottica le tematiche di accesso alle app. Spero che leggere questo articolo vi faccia lo stesso effetto che sta a facendo a me che lo sto scrivendo: mi prudono le mani ! Ma vi rendete conto ? Penso a tutti quelli che, fino ad oggi ed ancora in queste ore, affermano che “il cliente è mio e lo gestisco io” … tic, tac, tic, tac … queste affermazioni hanno il tempo contato ! La partita, d’ora in avanti, non la giocheranno più i proprietari delle app, poichè, al fine di sostenere ed aumentare il proprio volume di affari, saranno “costretti” ad integrarsi con gli Identity Provider.
Penso che, tutto questo, offra anche una seconda, ottima, sponda … a chi direte voi ? Ma a SPID ovviamente !  Trovo che SPID, grazie a queste novità, possa trovare una seconda vita, un nuovo impulso, la “freschezza” che tanto è mancata sino ad ora. Ottenere l’identità digitale con SPID, non soltanto per avere accesso ad un numero limitato di servizi, per la maggior parte offerti dalla PA italiana, ma per poter usufruire, durante i nostri soggiorni all’estero, di tutti i servizi digitali offerti dagli altri paesi dell’Unione Europea (che sono di gran lunga più avanzati e diffusi dei nostri), direi che sarebbe un bel viatico ? O no ?
Ai posteri l’ardua sentenza, disse Manzoni ne “Il 5 maggio”, ma noi dobbiamo, sempre,  essere parte attiva di questo cambiamento …

“Esiste un mondo in cui le persone non lasciano che le cose accadano. Le fanno accadere. Non dimenticano i propri sogni nel cassetto, li tengono stretti in pugno. Si gettano nella mischia, assaporano il rischio, lasciano la propria impronta. È un mondo in cui ogni nuovo giorno e ogni nuova sfida regalano l’opportunità di creare un futuro migliore. Chi abita in quel luogo, non vive mai lo stesso giorno due volte, perché sa che è sempre possibile migliorare qualcosa. Le persone, là, sentono di appartenere a quel mondo eccezionale almeno quanto esso appartiene loro. Lo portano in vita con il loro lavoro, lo modellano con il loro talento. V’imprimono, in modo indelebile, i propri valori. Forse non sarà un mondo perfetto e di sicuro non è facile. Nessuno sta seduto in disparte e il ritmo può essere frenetico, perché questa gente è appassionata – intensamente appassionata – a quello che fa. Chi sceglie di abitare là è perché crede che assumersi delle responsabilità dia un significato più profondo al proprio lavoro e alla propria vita.” (Sergio Marchionne)

Annunci

One Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...