Road to Rugby World Cup 2019 #3 Ko e fasi ʻo e tuʻi ʻo e ʻOtu Tonga

sipi_tau

“… da quel giorno si fanno chiamare Ikale Tahi, cioè Aquile di mare, indossano una maglia rossa come il Galles di Gareth Edwards, delle mete non gliene frega niente, a loro interessano solo i placcaggi, meglio se al collo, e pazienza, sono fatti così.” (M. Pastonesi)

Il nostro terzo appuntamento, ancora una volta nell’emisfero sud, ci porta nel regno di Tonga, detta anche “Isola degli amici” per il carattere gioviale dei suoi abitanti.
Abitato già a partire dal II millennio a.C., fu colonizzato verso la fine del 1700 dalle spedizioni di James Cook, che assicurò questo regno alla corona britannica.
L’inno nazionale è l’impronunciabile “Ko e fasi ʻo e tuʻʻo e ʻOtu Tonga”, che si traduce “canzone del Re delle isole Tonga“; le parole furone scritte dal principe  Uelingatoni Ngū Tupoumalohi e divenne l’inno ufficiale di Tonga nel 1874. Il brevissimo testo di cui è composto l’inno rappresenta un richiamo alla protezione divina sul regno e sul suo sovrano. Per i rugbysti tongani, non è tanto l’inno a fornire le motivazioni per affrontare le partite, bensì l’antica danza di guerra Sipi Tau, derivazione dell’altrettanto antica Kailao, che viene eseguita subito dopo l’inno, mentre la squadra avversaria la osserva, schierata immobile sulla linea di centrocampo in segno di rispetto (è un sorta di protocollo “non scritto”, che vale anche per la Haka neozelandese e per le altre danze che accompagnano gli inni delle squadre delle isole del Pacifico). Le parole che accompagnano la gestualità della danza, vengono spesso cambiate e non se ne ha una versione “stabile”, viene dettata sempre dall’emozione del momento; gli unici riferimenti “fissi”, sono i richiami allo spirito guerriero dei tongani ed alla protezione divina per chi non tornerà dalla battaglia. Questo non deve tradire comunque l’indole “positiva” di questa popolazione; dice infatti un vecchio proverbio tongano “Oua lau e kafo kae lau e lava“, che suona più o meno “rimani positivo e ringrazia per quello che hai“. Siale Piutau, uno dei giocatori più rappresentativi e famosi di Tonga (ha disputato numerose stagioni nel campionato inglese e nel Super Rugby), disse in un’intervista “La Sipi ti gasa, pompando aria nei polmoni; ti focalizza sul tuo avversario e ti carica di emozioni. Per noi è così importante che sapere come uscirne è la chiave della nostra prestazione.
Beh, direi che è giunto il momento di gustarsi una suggestiva versione della Sipi Tau, buona visione e a prestissimo !

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