Road to Rugby World Cup 2019 #4 Amhrán na bhFiann and Ireland’s call

scotland

“… non è come il calcio, il blitz, il contropiede, la guerra-lampo, roba elegante, da individuali. A rugby conta solo il gioco collettivo: terra da conquistare, linea dopo linea, fino all’ultima trincea che, non a caso, si chiama meta…” (A. Baricco)

Il nostro viaggio tra gli inni delle nazioni che si affronteranno nella RWC 2019, ci porta oggi in nella mitica isola verde: l’Irlanda !
La nazionale irlandese di rugby è l’unica nazionale ad essere accolta in campo da due inni (eseguito uno dopo l’altro, soltanto per le partite casalinghe) : Amhrán na bhFiann, tradotto in inglese Soldier’s Song, e Ireland’s Call; il primo inno è quello della Repubblica d’Irlanda, o Eire, mentre il secondo viene eseguito per accogliere, in unico inno, anche gli atleti provenienti dalla quarta provincia irlandese, l’Ulster, o Irlanda del Nord, che, come sappiamo è sotto la giurisdizione britannica. Il rugby è lo sport che unisce, e questo detto non è mai stato così vero come in questo caso: atleti di due nazioni diverse che vestono la stessa maglia e cantano le stesse parole !
Soldier’s song viene composto, nel 1910, da Patrick Heeney e Peadar Kearney, per dare forza all’esercito irlandese (cattolico) che combatteva contro l’impero britannico. La lotta armata durò parecchi anni, a cavallo della Prima Guerra Mondiale e terminò nel 1921 con il riconoscimento dello Stato Libero d’Irlanda. Cinque anni dopo, nel 1926, Soldier’s Song diventa l’inno nazionale irlandese. Il testo, ovviamente, è un accorato appello alla ribellione, all’unità ed alla lotta per cacciare via il sovrano oppressore e riappropriarsi della propria identità, della propria terra; alcuni versi richiamano lo “stringiamoci a coorte” del nostro inno di Mameli (le assonanze non finiscono qui…). Nel 1949 viene proclamata la Repubblica d’Irlanda che raggruppa quasi tutte le province irlandesi, ad eccezione dell’Ulster che rimane sotto l’egida britannica. La convivenza di due popolazioni così religiosamente diverse, la continua presenza militare britannica nell’Ulster e la voglia indomita di riunire tutte le contee sotto un’unica bandiera, rappresentano la miccia che accenderà una sanguinosa lotta civile, i cosiddetti Troubles. Il conflitto si svolse tra gli anni sessanta e la fine degli anni novanta, causando circa 3.000 morti. Le ostilità cesseranno soltanto il 10 aprile 1998, con l’accordo del Venerdì Santo. A livello sportivo avviene un “miracolo” : la federazione irlandese di rugby (IRFU), volendo rappresentare tutto il rugby irlandese, senza divisioni di sorta, rinuncia al tricolore irlandese come bandiera, assumendo come identità un vessillo rappresentante un bianco trifoglio in campo verde, assumendo proprio il verde come colore comune e commissionando un nuovo inno per rappresentare gli atleti uniti. Nel 1995, dalla penna di Phil Coulter, nasce Ireland’s Call, che sprona tutte le province irlandesi a rispondere ad un’unica chiamata, quella dell’Irlanda (“L’Italia chiamò”… altra assonanza). Il testo è molto scarno ma ribadisce l’unione delle quattro province (Munster, Connacht e Leinster per l’Eire e Ulster per l’Irlanda del Nord) ad unirsi e sostenersi nella lotta, spalla a spalla, shoulder to shoulder !
Chi ha visto una partita dell’Irlanda nel mitico Aviva Stadium di Dublino, sa bene che i due inni fin qui descritti, sono solo una parte dell’accompagnamento musicale del gioco; durante la partita, vengono spesso cantate due canzoni della tradizione popolare irlandese: Molly Malone e Fields of Athenry. La prima viene considerata l’inno della città di Dublino ed è la storia di una venditrice ambulante di pesce, Molly Malone appunto, che sembra arrotondasse le sue entrate con quelle provenienti dall’attività di meretrice. Ancora oggi, una bellissima statua bronzea di Molly Malone eretta nel centro della capitale irlandese, è costante meta di turisti.
Fields of Athenry, invece, ricorda gli anni della carestia e della guerra contro la corona inglese, tra il 1845 ed il 1850; narra la storia di una giovane coppia, divisa dalla condanna di lui, per aver rubato del frumento che serviva a nutrire il loro bambino e per aver combattuto fieramente il dominio della corona britannica; lei si ritroverà da sola, al porto, guardando la nave galera che porta lontano il suo amato. Il ritornello di questa struggente canzone viene cantato per sottolineare i momenti esaltanti della partita.
Direi che è arrivato il momento di gustarsi questo unico e particolare miracolo sportivo, gli inni della nazionale irlandese di rugby : Soldier’s Song + Ireland’s call !

A presto e… mai paura !

PS: per chi volesse approndire, qui trovate una bellissima versione live di Fields of Athenry cantata dai Dubliners

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...