Road to Rugby World Cup 2019 #8 Flower of Scotland

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“Nell’anno del Signore 1314, patrioti scozzesi affamati e soverchiati nel numero sfidarono il campo di BannockBurn. Si batterono come poeti guerrieri. Si batterono come Scozzesi. E si guadagnarono la libertà” (dal film “Braveheart”)

Ecco a voi l’ottava puntata del nostro viaggio verso la RWC 2019; torniamo nell’emisfero nord ed andiamo a fare visita ad una delle più belle realtà del panorama rugbystico europeo ed internazionale : la Scozia !
L’inno che risuona, eccezionalmente in sostituzione di God Save the Queen, quando scendono in campo le nazionali scozzesi di rugby e di calcio, è Flower of Scotland (fiore di Scozia, ovvero il fiore di un cardo, particolarmente diffuso nelle campagne scozzesi, la cui versione stilizzata è presente sulle maglie dei giocatori). E’ una canzone folk, composta nel 1967 da gruppo musicale The Corries ed adottata come inno degli sportivi scozzesi nel corso degli anni ’70 e viene suonata negli stadi, su concessione della corona inglese (concessione molto sofferta, in quanto, trattasi di una lirica profondamente anti inglese), a partire dal 1993.  Il testo celebra la battaglia di Bannockburn (del 1314), la più significativa tra quelle avvenute nel corso della prima guerra di indipendenza scozzese (tra il 1296 ed il 1328). Le truppe messe insieme dal condottiero scozzese Robert Bruce potevano contare su circa 8.500 uomini e si trovarono ad affrontare l’esercito inglese che metteva in campo una forza di circa 27.000 uomini. La battaglia, grazie alla sagacia di Bruce, volse a favore degli scozzesi e la leggenda vuole che gli scozzesi persero un solo uomo, contro i circa 700 degli inglesi. Al termine della battaglia Bruce fu riconosciuto Re di Scozia e la nazione conquistò l’indipendenza, anche se le ostilità proseguirono ancora per qualche anno. Tornando al testo, si sottolinea come le truppe scozzesi combatterono per l’onore, per la loro terra, per le deliziose colline e vallate e per vedere ancora sbocciare il fiore di Scozia; nella seconda parte del testo, si ricorda che, seppur ormai lontane nel tempo, queste gesta dovranno essere sempre ricordate per permettere al popolo scozzese di tener sempre alta la testa !
Sentir echeggiare Flower of Scotland nel tempio del rugby scozzese, lo stadio di Murrayfield ad Edimburgo, è un’esperienza unica, quasi mistica : una suonatrice di cornamusa, dal tetto dello stadio, guida al canto tutto lo stadio, unito in un’unica voce; al termine della prima strofa, le cornamuse tacciono, lasciando interpretare agli spettatori, a cappella, la seconda strofa. Al termine, l’immancabile salva di cannone permette a tutti di sciogliersi in un lungo e caloroso applauso. Questa è la Scozia, questi sono gli scozzesi, tutto questo è Flower of Scotland; tutte le emozioni fin qui descritte le trovate in questo video !

A prestissimo e … mai paura !

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