Road to Rugby World Cup 2019 #10 Fratelli d’Italia !

parisse-sergio

“Il rugby é un gioco per gentiluomini di tutte le classi sociali ma non lo é per un cattivo sportivo, a qualsiasi classe appartenga. ” (W.J. Carep)

Tanto tuonò che piovve… è arrivato il momento della nostra nazionale e di Fratelli d’Italia ! Non è mai semplice scrivere e discutere del Canto degli Italiani, si rischia di scivolare su tematiche politiche, di sembrare populisti o nazionalisti, cosa che io non voglio affatto; vi parlerò del nostro inno così come ho fatto finora, cercando di incuriosirvi, di trasmettervi la voglia di approfondirne la genesi e, ne sono sicuro, di darvi la possibilità di un futuro ascolto più attento che in passato.
Fratelli d’Italia fu scritto dal patriota genovese Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, in piena epoca risorgimentale, quando forti erano i richiami al patriottismo. Si da per certo che Mameli, repubblicano e giacobino, si ispirò, nella stesura, all’inno nazionale francese, dove forti erano i richiami alla Libertè, Egalitè, Fraternitè. L’inno fu suonato per la prima volta in pubblico, il 10 dicembre 1847 ed il commento del giornale “L’Italia”, uscito qualche giorno dopo, fu il seguente : “Da molte sere numerosa gioventù si aduna nel locale dell’Accademia filodrammatici a cantare un inno all’Italia del Cav. Mamelli, posto in musica dal maestro Novaro. La poesia …è piena di fuoco, la musica vi corrisponde pienamente…”
Negli anni successivi tante furono le vicissitudini di questo componimento ma una “investitura” speciale spicca su tutte:  nel 1862, nel corso dei festeggiamenti per l’esposizione universale di Londra, Giuseppe Verdi scelse l’Inno di Mameli, in luogo della Marcia Reale, per rappresentare l’Italia.
Dopo l’oblio patito nel ventennio fascista, a valle dell’armistizio dell’otto settembre 1943, Fratelli d’Italia tornò a far parte di quelle canzoni che accompagnavano l’avanzata degli antifascisti e degli alleati, dal Sud al Nord dell’Italia. Alla fine della seconda guerra mondiale, dopo un ampio dibattito politico, il 12 ottobre 1946, durante un consiglio dei ministri, il ministro della Guerra, Cipriano Facchinetti, comunicò ufficialmente : “Su proposta del Ministro della Guerra si è stabilito che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo si effettui il 4 novembre p.v. e che, provvisoriamente, si adotti come inno nazionale l’inno di Mameli 
Il Canto degli Italiani rimase “inno provvisorio” fino al Decreto del Presidente della Repubblica del 4 dicembre 2017, dove si legge : “1. La Repubblica riconosce il testo del «Canto degli italiani» di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale. ”
Nel testo di Goffredo Mameli, fortissimi sono i riferimenti alla storia dell’antica Roma, poichè nelle scuole, in quel periodo, era studiata con particolare attenzione (“… stringiamci a coorte…); si passa dal richiamo alla fratellanza, all’unione che conduce alla vittoria, della prima strofa, al risorgimento di un popolo sotto un’unica bandiera, della seconda. Nella terza strofa forte è la citazione del pensiero mazziniano, secondo cui un popolo unito combatte per la propria libertà seguendo il desiderio di Dio. La quarta strofa ricorda, invece, quelle che sono state le lotte degli italiani contro i dominatori stranieri, riportandone alcuni esempi (il condottiero Francesco Ferrucci, il Balilla ed i Vespri Siciliani). Nella quinta strofa si fa cenno agli imperi dell’epoca, sottolineandone la decadenza e la sconfitta (“… l’aquila d’Austria le penne ha perdute…“).
La sesta ed ultima strofa annuncia, finalmente, il raggiungimento dell’unità nazionale dopo un lungo periodo di “torpore” (“Evviva l’Italia, dal sonno s’è desta”).
Il “SI !” con il quale si conclude l’inno, ricorda, infine, il giuramento da parte del popolo italiano, di battersi sino alla morte pur di ottenere la liberazione e l’unificazione del Paese.
Ci sarebbe ancora tantissimo da scrivere, da approfondire, ma mi fermo qui… anche perchè, proprio mentre sto scrivendo, la nostra nazionale di rugby, in quel di Fukuoka, sta effettuando il riscaldamento prepartita, prima di affrontare il Canada, nella seconda giornata della RWC 2019 (diretta alle 9,30 su RAI 2). Sarà un’ottima occasione per sostenere i nostri atleti cantando l’inno, il Canto degli Italiani, insieme a loro !
Nel frattempo qui ne trovate un’anteprima.
La RWC 2019, come dicevo, è arrivata alla seconda giornata, e finora le partite si sono susseguite senza particolari sorprese; mi sento di dire, non come pronostico ma semplicemente come rilevazione tecnica (i posteri valuteranno la mia analisi), che due sono le squadre che mi hanno particolarmente colpito finora: gli All Blacks, letali, per la reazione e per la tenuta durante la partita con il Sudafrica e l’Irlanda, sontuosa, forse l’unica finora che ha saputo imporre il proprio gioco per ottanta minuti, alla Scozia peraltro; le altre due squadre che potranno essere sicuramente protagoniste fino alla fine sono l’Inghilterra, granitica, che riesce a giocare divertendosi e facendo divertire, ed il Sudafrica, invictus, che, a più riprese, ha messo sotto gli All Blacks.

A prestissimo ! Buon rugby e … mai paura !

 

 

 

 

 

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