Road to Rugby World Cup 2019 #11 O Canada

canada

“Rugby… Guerra paradossale perche’ legata a una regola astuta che vuole le squadre avanzare sotto la clausola di far volare il pallone solo all’indietro, movimento e contromovimento, avanti e indietro, solo certi pesci, e nella fantasia, si muovono cosi’.” (Alessandro Baricco)

Undicesima puntata del nostro viaggio: dalle rive del Mediterraneo ci spostiamo oltre oceano : Canada !
Il rugby canadese fece il suo esordio sulla scena mondiale nel 1932 incontrando la nazionale giapponese. A quell’epoca, come per molti dei paesi che sin qui abbiamo visitato, l’inno nazionale era, neanche a dirlo, God Save the Queen. Nel lontano 1880, però, Adolphe-Basile Routhier aveva composto, in lingua francese, O Canada. Successivamente, nel 1908, Robert Stanley lo tradusse in inglese (in Canada l’inglese ed il francese hanno dignità paritetica). L’inno rimase in “cantina” per tantissimi decenni, anche dopo la sostituzione della bandiera canadese, nel 1965, quando fu The Maple Leaf Forever, un componimento patriottico del 1867, a sostituire God Save the Queen. Occorrerà arrivare fino al 1980, anno in cui O Canada diventa l’inno ufficiale canadese.  Il breve testo dell’inno richiama agli ideali patriottici dei canadesi e li sprona a sorvegliare sulla libertà del loro paese (“O Canada we stand on guard for thee”). Oltre alle versioni inglese e francese ne esiste anche una ufficiale in inuktitut, la lingua del popolo Inuit, uno dei dei gruppi, insieme agli Yupik, in cui sono divisi gli eschimesi. Lo scorso anno, O Canada, è tornato agli onori della cronaca : il 1 febbraio 2018, con la ratifica del Senato canadese, diventano definitive alcune modifiche al testo dell’inno, che riportano alcune espressioni, dal genere maschile a quello neutro; in particolare, la frase “True patriot love in all thy sons command” che faceva riferimento a “tutti i tuoi figli”, è stata cambiata in “True patriot love in all of us” e cioè “tutti noi”. La modifica è frutto di una mozione parlamentare presentata dal deputato liberale Mauril Bèlanger e sostenuta con entusiasmo da buona parte dell’opinione pubblica e dalle organizzazioni femministe. L’esempio canadese e quello australiano (che avevamo qui descritto qualche giorno fa), hanno acceso la discussione in moltissimi paesi e vedremo se anche altri ne seguiranno la scia.
Ecco a voi il filmato dell’inno che introdotto la prima partita del Canada alla RWC2019 !
Per quanto riguarda il torneo, ieri è arrivata la prima sorpresa : il Giappone, a valle di un match tiratissimo ha avuto ragione dell’Irlanda che così bene aveva fatto alla prima uscita. E’ di oggi, invece, la vittoria del Galles sull’Australia, che tanto sorpresa non è, ma conferma il buon momento che sta attraversando la nazionale guidata da Warren Gatland.

A prestissimo e … mai paura !

 

 

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