Il Blog di Giovanni Vattani

Dalle innovazioni nei sistemi di pagamento, alle nuove tecnologie, dal Fintech alla Blockchain

coopetition

Il rapporto tra Fintech e banche tradizionali dovrà essere più improntato alla competizione o alla collaborazione ? Questo è il dibattito che ci accompagna ormai da mesi ed abbiamo assistito al continuo infoltirsi delle schiere di partigiani dell’uno o dell’altro schieramento. Secondo me, invece, risulterà vincente un terzo approccio, quello della “coopetition”, ovvero la collaborazione, tra realtà concorrenti, al fine di sviluppare insieme servizi o prodotti; una volta giunti all’output della soluzione, le due realtà proseguono separatamente, differenziando il prodotto/servizio e tornando ad essere competitors. Solo così si potranno mettere a fattor comune, in totale trasparenza, i punti di forza di entrambe le realtà coinvolte poichè, soprattutto considerando il periodo che stiamo vivendo, nessun attore ha nè la forza nè le conoscenze per arrivare in maniera solitaria al successo. Affinchè la coopetition possa dare i risultati attesi occorrerà che i soggetti coinvolti accettino di condividere in maniera chiara e trasparente le informazioni, di intraprendere un percorso di innovazione e di scegliere una collaborazione diversificata. Buio in sala, sipario, buon divertimento.

A proposito di divertimento, chi non si sta divertendo affatto in questo periodo sono tre giganti dai piedi apparentemente e sorprendemente tremolanti : Monzo, Revolut e Starling; secondo un recente articolo di Finbold, considerando il solo mercato UK, nel corso del mese di marzo, le tre comari hanno registrato una forte diminuzione dei download delle loro app (un po’ a sorpresa considerando il lockdown): il calo è stato in media del 23% con Monzo al top con un -36%. Probabilmente si tratta di una sorta di rimbalzo fisiologico, visti i fasti dei mesi passati, oppure sarà che, in tempi di crisi e di incertezza, le persone sono meno attratte dal sperimentare qualcosa di nuovo, soprattutto se ha a che fare con il proprio portafoglio.

Chi, invece, non conosce battute di arresto è Nexi che, giusto ieri, ha reso noto di aver costituito con Ingenico, Nets e Wordline, un’associazione europea, EDPIA, che ha l’ambizione di far diventare l’Europa leader globale nel settore dei pagamenti digitali. Se da un lato è vero che una mossa simile contribuirà all’innovazione, alla modernizzazione ed alla crescita in Europa di questo settore, io non credo più alla filantropia, men che meno in questi ambienti. Penso, ad esempio, che Nexi, dopo aver lungamente valutato la fusione con SIA, mossa che gli avrebbe permesso un respiro europeo che fino a ieri mancava, con questa operazione potrebbe aver ottenuto il suo obiettivo e ciò, probabilmente, farà tramontare la possibile luna di miele. Ai posteri l’ardua sentenza.

Un articolo apparso ieri su Il Sole 24 Ore ha lanciato l’ennesimo allarme sulla carenza di educazione finanziaria: in Italia, un 15enne su cinque è “analfabeta” in materie finanziarie. Il dato ancora più amaro è che lo stesso livello di carenza viene registrato, per lo stesso campione, anche per la matematica e la lettura e ciò colloca i nostri studenti, neanche a dirlo, molto al di sotto della media europea, che registra si questo tipo di carenze ma di gran lunga meno marcate. Purtroppo per quanto riguarda le discipline scolastiche poco possiamo fare, ritengo invece che, per quanto riguarda l’educazione finanziaria, noi facenti parte della “macchina” dovremo investire parte della risorse su questa tematica. Possiamo veramente fare la differenza sia nei confronti dei ragazzi che delle loro famiglie; aldilà della pubblicazione di libri specifici o di azioni meritevoli, come quella lanciata da qualche tempo dal Salone dei Pagamenti, ovvero di coinvolgere le scuole durante la tre giorni del convegno, ci vorrebbe qualcosa di ancora più incisivo. Stay tuned.

In chiusura, la mia speranza è quella di contraddire quanto scritto, qualche giorno fa, da Adam Gopnik, scrittore e saggista americano, sul New Yorker : “Ben lungi dal costringerci a ripensare i nostri parametri e a ridefinire la nostra visione del mondo, le grandi crisi storiche quasi sempre rafforzano le nostre opinioni precedenti e ribadiscono i nostri dogmi”. Dovremo lavorare duramente ma è una sfida che possiamo vincere.

A prestissimo e … mai paura !

2 pensieri su “Cooperazione o competizione, Nexi ancora sugli scudi ed alfabetismo finanziario

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: