News dalle challenger banks, imbuti didattici e il sorriso di Nannarella

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Era il 1973, in settembre, quando Anna Magnani morì ed io, che avrei compiuto, giusto la settimana dopo, sei anni, non potevo ovviamente sapere nulla di lei. Ho imparato a conoscerla anni dopo, guardando i suoi vecchi film ed innamorandomi di quel sorriso schietto e di quello sguardo vissuto, profondo e malinconico. La sua risata esplosiva era contagiosa ed un pizzico di quell’allegria, tipicamente romana, sorniona, accompagna sempre i miei post, alleggerendoli e rendendoli, magari meno “tecnici”, ma di certo più semplici, diretti e, spero, godibili. Torneremo da Nannarella (così la chiamiamo da sempre noi romani) a fine post.

Andrea Isola, General Manager di N26, intervistato da Fintech District, fa il punto della situazione sui loro recenti sviluppi nel mercato italiano. A conferma di alcuni trend già comparsi recentemente in alcune ricerche, apprendiamo che il 45% dei clienti di N26 è over40, dimostrando un avvicinamento sempre maggiore al digitale da parte di clienti maturi ed anziani. Le caratteristiche di N26 che vengono maggiormente apprezzate, sempre secondo Isola sono : trasparenza (bah), sicurezza e user experience. Sulla trasparenza non esprimo altri commenti se non quello presente tra parentesi, sulle altre due mi sembrano caratteristiche che hanno la maggior parte delle app bancarie (più o meno ovviamente) … scorro poi velocemente l’indicazione degli altri punti di forza (onboarding veloce, digital only, condivisione del denaro e degli accounts). Magari sarà una mia deformazione professionale ma non ci vedo nulla di veramente disruptive in tutto ciò … sarà mica che questa tipologia di soggetti contano sull’effetto moda/novità/fa figo e non impegna ? E non sembra anche a voi che “prendano” senza “dare” (non parlo di servizi ma di valori ovviamente). Una delle consorelle di N26, Monzo, non sembra navigare in ottime acque e, svaniti i tentativi di una potente ricapitalizzazione è passata a licenziare circa 300 persone in UK e altre 165 in USA. Che siano i primi campanelli di allarme per l’intero settore delle challenger banks ? Che ci si stia rendendo conto che un modello del genere ha un’espansione limitata ? Tasto pausa, caffè, riflessione.

Un infortunio lessicale del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina (“gli alunni non devono essere riempiti come imbuti”) ha oggi tenuto banco, inevitabilmente, sui social e sui mezzi di comunicazione; il fatto che questo sia il principale argomento di discussione e sia finito tra i principali trend di Twitter, la dice sulla voglia degli italiani di cogliere al volo il minimo segnale e sfruttarlo al massimo pur di far polemica (o per distrarre, chissà). Io, invece, mi soffermerei su alcune frasi, estrapolate da una lettera che lo stesso ministro ha inviato a La Stampa e che è stata pubblicata oggi : “Impariamo a vivere il digitale con complicità, non con estraneità” , e poi, “Le riaperture delle scuole in altri paesi europei, sono realmente “didattica” o sono tentativi, più che giustificati, di recupero di forme di socialità ?” e termina con “Non c’è alcun modello distopico all’orizzonte, nessuna scuola in remoto. Riapriremo le scuole. Ma sarà anche necessario avere scuole più aperte”. Ecco se ci si concentrasse su queste affermazioni e su queste fossimo in grado di sviluppare un dialogo costruttivo allora, forse, saremo cittadini migliori.

Uno degli aforismi più belli che ci ha lasciato Nannarella è questo :  “Di errori ne ho fatti parecchi. Non dimentico i torti subiti, spesso non li perdono, ma non mi vendico : la vendetta è volgare, come il rancore. Questo mi da una tal forza da leoni, una forza che non mi fa avere paura di nulla”

E allora, a maggior ragione … A prestissimo e … mai paura !

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