Da Katmandu alla Santa Alleanza per la Blockchain passando per la Currency Cold War, sulle note di Rino Gaetano

Ieri ricorreva l’anniversario della morte di Rino Gaetano; all’alba del 2 giugno 1981 un incidente stradale poneva fine alla carriera del cantautore crotonese. Facendo leva su tre sue caratteristiche fondamentali (l’inconfondibile voce ruvida, l’ironia e la profondità dei suoi testi, la denuncia sociale che riecheggiava spesso nelle sue canzoni), aveva raggiunto il successo dopo una lunga gavetta. Di lui si è sempre detto che era “avanti”… probabilmente, visti i gusti dell’epoca, era avanti di qualche decennio ma nonostante questo riuscì a ricavarsi una nicchia tutta sua nel panorama musicale italiano. Ieri, leggendo una notizia che vi commenterò qui di seguito, mi è tornata alla mente una delle sue canzoni meno conosciute, “A Kathmandu”“A Khatmandu, c’è anche il gurù, ci porta in paranoia predicando a testa in giù, a Khatmandu, non dormi più, ti sforzi di scavare dentro i tuoi tabù…”

Katmandu, come tutti sapete è la capitale del Nepal, ed è proprio questo stato dominato dall’Himalaya è stato teatro di una bellissima storia di innovazione ed inclusione; la protagonista è la app Khalti, un e-wallet nepalese che ha aiutato il popolo di quella nazione a pagare, in modo smart, le fatture di telefonia, tv sat, forniture elettriche e tanto altro. Khalti, che in nepalese significa “tasca”, ha oggi, a soli tre anni dal suo debutto sul mercato, circa 115 dipendenti di cui 50 sono donne, 1,2 milioni di utenti registrati, 150mila attivi di cui oltre 70mila sono donne. Sono state proprio le donne a guidare il successo di questa app, nonostante vivano in condizioni fortemente discriminatorie (matrimoni infantili, violenze, salari più bassi dei colleghi uomini), cosa che porta un pesante “divide” anche in termini di “empowerment” economico. Grazie però al supporto del Fintech Innovation Fund della Nazioni Unite e del programma di accelerazione Spring, Khalti è riuscita a lanciare la campagna “Smart daughter”, che ha permesso di formare 10mila donne e ragazze nepalesi, tra i 15 e i 35 anni, fornendo loro conoscenze e competenze finanziarie. Questa nuova consapevolezza e disponibilità di servizi, sommata ad un efficacissimo passaparola, ha permesso di mutare la condizione femminile contribuendo a demolire uno degli stereotipi in essere in quella società e cioè quello secondo il quale solo gli uomini possono pagare le bollette. Oltre a questo progetto, Khalti ha avviato un programma di supporto a 3500 aziende, piccole e medie, guidate da donne, al fine di rafforzare i mezzi di sussistenza e l’emancipazione dell’universo femminile. Proprio una bella storia !

La giornata di ieri ha visto la nascita di InterWork Alliance, una sorta di Santa Alleanza (ne fanno parte, tra gli altri, Microsoft, Accenture, Neo, Digital Asset e SDX) che faciliterà l’adozione e la diffusione della tecnologia blockchain, attraverso l’adozione di standard globali. La direzione di questa alleanza appare chiara : passare dal dire al fare, standardizzando, dove e come possibile, i canoni di sviluppo bypassando il tema della scelta del protocollo da utilizzare, scelta che, fino ad oggi, ha un po’ frenato l’espandersi di questa tecnologia. La speranza è che, stavolta, la mossa funzioni davvero perché non se ne può veramente più di POC e Use case che non vedono mai concretamente la luce.

E’ uscito nei giorni scorsi l’ultimo libro di David Birch, “The Currency Cold War”. Birch è considerato uno dei più grandi esperti di finanza e denaro digitale e in questa ultima sua fatica afferma che grandi stravolgimento ci attendono, di qui a breve, nel modo di comprare e vendere i nostri beni. Al centro di tutto ci saranno i nostri smartphone, ormai in grado di svolgere operazioni complesse come, ad esempio, gestire i nostri acquisti usando, di volta in volta, una valuta diversa a seconda del bene che si sta trattando e della nostra controparte, il cosiddetto “denaro intelligente” o “valuta programmabile” o ancora “valuta di scopo”, ovvero valute digitali che conservano al loro interno una serie di informazioni che con il contante non otterremo mai (chi è la persona che mi sta dando i soldi, qual’è lo scopo della transazione, dove andranno a finire i soldi). Tutto questo in totale trasparenza ed alla luce del sole, tutti potranno vedere tutto. Birch ha pensato anche a coloro i quali desiderassero fare transazioni completamente anonime: questo soggetti potrebbero farlo, pagando però, attraverso tassi di interesse negativi applicati alle transazioni. Nel futuro teorizzato da Birch, le aziende emetteranno i propri token digitali (valute private) in forma al portatore, scambiabili con beni e servizi futuri. Si potrebbe arrivare al punto che una start-up di un parco eolico potrebbe offrire denaro sotto forma di chilowattora riscattabili dopo cinque anni (una nuova forma di obbligazioni…). Non so se il futuro descritto dal libro sia più o meno prossimo, di sicuro, a breve, sentiremo parlare sempre più spesso di valute digitali (CBDC) e, presto ne vedremo l’avvento.

Il mio “a prestissimo e … mai paura” stavolta è accompagnato da una citazione di Rino Gaetano sulla sua canzone “Ma il cielo è sempre più blu” : “Ci sono immagini tristi o inutili, ma mai liete, in quanto ho voluto sottolineare che al giorno d’oggi di cose allegre ce ne sono poche ed è per questo che io prendo in considerazione chi muore al lavoro, chi vuole l’aumento. Anche il verso – chi gioca a Sanremo – è triste e negativo, perché chi gioca a Sanremo non pensa a – chi vive in baracca -“

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