Il Blog di Giovanni Vattani

Dalle innovazioni nei sistemi di pagamento, alle nuove tecnologie, dal Fintech alla Blockchain

Foto di ambermb da Pixabay 

E’ da tempo ormai che si fa un gran parlare di Cashless Society, ovvero far crescere la percentuale di pagamenti effettuati senza l’utilizzo di contanti. Se ne parla così tanto che, forse, ci siamo tutti un pò assuefatti all’idea e pensiamo che non sia più discutibile il “se” ma il “quando”. Dobbiamo però stare sempre all’erta e non dare per scontate cose che poi così scontate non sono: in UK, l’associazione di consumatori Which?, tramite un sondaggio rivolto a circa 2.000 consumatori, ha rilevato che il 51% del campione, in questi ultimi mesi, ha comunque continuato ad effettuare pagamenti per contanti, sottolineandone l’importanza e mettendo più di qualche dubbio circa la preparazione del sistema paese ad uno switch verso una Cashless Society. Nonostante le ripetute campagne, di ambito finanziario e non, vedi ad esempio quella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che scoraggiava l’uso del contante poiché veicolo del virus, evidentemente una grossa fetta di popolazione, in UK (come in tutto il resto d’Europa) fa ancora fatica a staccarsi dalle banconote. Il risultato del sondaggio è figlio del Digital & Financial Divide: c’è ancora molto terreno da recuperare in tema di digitalizzazione, bancarizzazione ed alfabetizzazione finanziaria e la soluzione non è di sicuro quella proposta dal governo britannico (tutelare l’accesso e l’utilizzo del contante), bensì quello di investire su digitalizzazione ed alfabetizzazione finanziaria, creando inclusione, offrendo innovazione, sostenibilità, accessibilità ed equità. Dai che ce la possiamo fare !

C’è chi va indietro come i gamberi (vedi sopra) e chi va avanti a spada tratta e su un terreno minato come quello del welfare, vedi Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli (CGM). Contando su una struttura fortemente radicata e diffusa sul territorio (57 consorzi, 700 coop e circa 40.000 lavoratori), CGM, sin dai primi momenti del lockdown ha pensato di aumentare e variare l’offerta digitale verso i propri stakeholder, comuni in primis, che hanno potuto offrire ai cittadini un wallet digitale per procedere agli acquisti dei beni di prima necessità. L’offerta si è ampliata andando a coprire anche il mondo del sostegno all’educazione e dei servizi al cittadino. Per ogni territorio è stata ritagliata una storia a se, in maniera tale da poter offrire il miglior servizio in base alla realtà locale e la bontà dei servizi offerti si è misurata con la diffusione territoriale dell’offerta (Matera, Sondrio, Rho, Napoli, Salerno, Forlì). Una piattaforma integrata che offre servizi in convenzione con le amministrazioni locali che ha ottenuto lo scopo di incentivare la competizione e la de-burocratizzazione. Avanti così !

Non vorrei smontare un’altra certezza ma mi corre l’obbligo di riportarvi quanto affermato dai risultati di una ricerca di mercato effettuata da Tink (società leader a livello europeo per i servizi relativi all’Open Banking): sono ancora poche le banche europee che hanno interpretato nella maniera corretta i cambiamenti portati dall’Open Banking e pochissimi sono ancora i clienti degli istituti finanziari che possono beneficiare di questa innovazione. Dalla ricerca esce un quadro sconsolante: un sistema bancario chiuso su stesso, nonostante le dichiarazioni di facciata, che cerca di esporre il minimo set di API, offrendole ad un costo relativamente alto (quelle non obbligatorie), e di tenersi per se la maggior parte delle informazioni riguardanti i propri clienti. Indovinate quale è la risposta per scardinare questo arroccamento : Coopetitions ! Più fintech unite insieme, per sommare le conoscenze e dividere i costi, alla ricerca dei dati da trasformare in informazioni, per poi intraprendere ognuno la propria strategia di marketing. Non è un caso, è notizia di ieri, che PayPal e Tink hanno esteso il loro accordo commerciale di collaborazione a tutta l’Area Economica Europea (EEA), con PayPal che ha messo sul piatto, come secondo investimento, dopo quello fatto lo scorso anno, ben 90 miioni di Euro.

A prestissimo e … mai paura !

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