Il Blog di Giovanni Vattani

Dalle innovazioni nei sistemi di pagamento, alle nuove tecnologie, dal Fintech alla Blockchain

E’ da poco partita in Cina la sperimentazione dello Yuan digitale; gli abitanti delle città di Shenzhen, Suzhou, Xiong’an New Area e Chengdu, possono creare un wallet DCEP (Digital Currency Electronic Payment), all’interno del proprio mobile banking. Dalle nostre parti ciò rappresenterebbe una rivoluzione epocale ma nella patria di WeChat ed Alipay come sarà accolto l’avvento dello Yuan digitale ? Innanzitutto c’è da dire che il legislatore ha già emanato alcuni interventi in merito volti agli esercenti che, in virtù di questi non potranno rifiutarsi di accettare la nuova moneta, anche se in Cina il cashless è diventato ormai uno stile di vita. Da alcuni sondaggi effettuati da media locali, l’accoglienza sembra non essere calorosa ma neanche gelida: lo yuan digitale viene percepito come un nuovo strumento di pagamento, più che come una versione digitale della valuta sovrana, e proprio per questo potrebbe essere necessario parecchio tempo prima che si arrivi ad un tasso di diffusione ottimale. Per il test, il Governo cinese ha puntato su alcuni partner “nazionalpopolari” come Starbucks e McDonald’s, con l’obiettivo di arrivare ad un lancio importante in concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Pechino previste nel 2022. Dice il saggio: “Se la corda è lunga l’aquilone volerà alto.”

Quando un’azienda riconosce che una delle preoccupazioni principali dei propri dipendenti è il benessere finanziario, se ne ha la forza e la volontà può far ricorso a strumenti di welfare aziendale. La startup americana Origin è tra le prime a fornire soluzioni alternative su questo tema. Dopo aver chiuso un round di finanziamenti per circa 12 milioni di dollari, Origin si presenta con l’ambizione di essere il luogo in cui, i dipendenti di un’azienda possono creare e gestire traguardi finanziari, ottenere consulenze finanziarie ed avere suggerimenti sulle assicurazioni. La startup ha attualmente 15 clienti, tutte PMI, che pagano una sorta di abbonamento annuo per ogni dipendente al fine di dotarli di questo supporto finanziario; l’investimento dovrebbe essere ripagato, almeno questo è l’obiettivo, da un aumento della produttività generata appunto da una gestione finanziaria assistita. Dice il saggio: “E’ più felice un povero onesto che un ricco corrotto.”

Western Union, uno dei leader mondiali delle rimesse di denaro ed il gruppo assicurativo mondiale AXA, hanno avviato una partnership al fine di veicolare delle polizze assicurative al momento della richiesta di trasferimento di fondi. Al mittente si offrirà, durante il test in forma gratuita, una polizza assicurativa a beneficio del destinatario della rimessa, riscuotibile in caso di morte o di invalidità permanente. Il trial rappresenta un ottima forma di tutela per coloro che, rimasti nella patria natia, in caso di accadimenti gravi, vedrebbero venir meno la loro principale fonte di sostentamento. Oltre all’aspetto sociale, questo nuovo servizio permetterebbe a Western Union di differenziare la propria offerta rispetto a quella dei competitors. Il progetto è partito in Francia, paese nel quale lo scorso anno sono state effettuate rimesse in altri paesi per oltre 15 miliardi di Euro (in testa alla classifica europea c’è la Germania). I paesi facenti parti del pilota, per ora, sono, oltre alla Francia, Senegal, Marocco, Costa d’Avorio, Madagascar, Camerun, Mali, Benin, Togo, Congo e Guinea. Dice il saggio: “A molti pensieri seguano poche parole.”

A prestissimo e … mai paura !

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