Il Blog di Giovanni Vattani

Dalle innovazioni nei sistemi di pagamento, alle nuove tecnologie, dal Fintech alla Blockchain

Foto di Stefan Keller da Pixabay

Presente in 69 paesi con oltre 5.800 dipendenti, offre servizi finanziari nei settori del corporate banking, delle carte prepagate e delle carte co-branded; è questo l’identikit di Wirecard, il colosso Fintech tedesco, guidato dal dimissionario CEO Markus Braun. A portare Braun alle dimissioni e a far collassare il titolo Wirecard in borsa (-74% nell’ultima settimana), un misterioso scandalo finanziario: ben 1,9 miliardi di Euro di liquidità, parcheggiati presso la Bank of Philippine Island, sembrano svaniti nel nulla. Fondi fantasma dunque, che hanno bloccato anche l’iter di approvazione di bilancio con Ernest&Young, incaricata della certificazione, che si è tirata indietro. Wirecard accusa la banca filippina di frode, la quale rimanda le accuse al mittente bollandole come inconsistenti, affermando anzi che la fintech tedesca non risulta essere loro cliente … Il crack farà ancora tantissimo rumore poiché tra gli investitori figurano big del calibro di Black Rock, Vanguard e Merrill Lynch, nonchè tutti coloro che avevano creduto in circa 500 milioni di bond emessi lo scorso anno (ABN Amro, Citi Group, Lloyds bank, ING e Credit Agricole). Implicazioni ci saranno sia nel sistema finanziario tedesco come in tutte le banche e società finanziarie clienti di Wirecard. Come evidenziato da un articolo del Sole 24 Ore di oggi, chi doveva e poteva verificare la situazione e porre in essere delle contromisure per prevenire il crack, ovvero BaFin, l’autorità di vigilanza tedesca, ha dormito sonni tranquilli … Storia di un gigante dai piedi di argilla che rischia di creare seri problemi agli investitori ed a tutti gli attori del Fintech mondiale.

Vedrà la luce a breve il nuovo rapporto Fjord Trends 2020, redatto appunto da Fjord, società che fa capo ad Accenture. Il rapporto, anticipato sulle colonne del Sole 24 Ore, fotografa la relazione tra fornitori e consumatori, in tema di comportamenti di acquisto, nuovi trend di mercato e nuove strategie. Come già sottolineavo qualche giorno fa, sempre da questo blog, l’alta digitalizzazione del consumatore, accentuata dalle necessità introdotte repentinamente dalla pandemia, deve generare una risposta pronta da parte del brand. L’esperienza di acquisto dovrà essere il più possibile personalizzata ed individuale, ma dovrà avere lo stesso appeal indipendentemente dal canale utilizzato dal cliente. Uno dei trend emergenti, che ha saputo cogliere, ad esempio, Mediolanum con il recente lancio di Flowe, è quello della tutela ambientale e della salute individuale (faccio attività fisica, vengo premiato, richiedo una carta di credito in legno riciclato, la banca pianta un albero e così via). Altro trend che sarà un sicuro protagonista è, ovviamente, quello della digitalizzazione del denaro, generando nuovi prodotti e servizi (wallet, open banking, ecc…).

Marco Bentivogli, leader della Federazione Italiana Metalmeccanici CISL, è un sindacalista appassionato ed atipico; oltre ad aver seguito, negli ultimi anni, alcune delle trattative più difficili (Alcoa, Ilva, Whirlpool), sostiene da sempre che il sindacato debba cambiare marcia per cominciarsi ad interessare dei cambiamenti nell’industria, e debba continuamente aggiornarsi per trarre quanto più di positivo è portato dalle nuove tecnologie (Bentivogli ha scritto di IOT, Blockchain, Industry 4.0); uno dei suoi slogan preferiti è “liberarsi nel lavoro, non dal lavoro”. Due anni fa si è fatto promotore, insieme all’allora ministro Calenda, di un “Piano industriale per l’Italia delle competenze” e, qualche mese dopo, insieme a Massimo Chiriatti (uno dei massimi esperti italiani di Blockchain) ha redatto il “Manifesto per un nuovo bene pubblico digitale”. Secondo il suo pensiero, per rilanciare il settore delle PMI, quello che più ha sofferto e più soffrirà il recente lockdown, occorre agire su due direttive parallele: da un lato identificare e mettere in connessione tutti quei competence center che si occupano di innovazione (FBK, Link, Cefriel) e lavorare per integrarne continuamente altri, come quelle realtà che si occupano di indipendentemente di formazione (Ios Academy, Skilla) e quelle che stanno nascendo nelle aziende (FCA, Dallara Academy). Questa rete si dovrà far carico di trasferire il know how ai rispettivi ambiti di riferimento. In sostanza, integrare le migliori iniziative nazionali affinchè tutte le PMI possano partecipare all’innovazione. Ieri, Bentivogli ha annunciato le proprie dimissioni da segretario nazionale della FIM Cisl, si vocifera a beneficio di una sua prossima entrata in politica. Una notizia negativa per il mondo sindacale, una probabile buona notizia per la politica italiana che di queste persone, di quelle che hanno vissuto il mondo del lavoro dalla parte dei lavoratori, ha tremendamente bisogno, ancora di più oggi. Buon vento !

A prestissimo e … mai paura !

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