Il Blog di Giovanni Vattani

Dalle innovazioni nei sistemi di pagamento, alle nuove tecnologie, dal Fintech alla Blockchain

Foto di congerdesign da Pixabay

“La festa appena cominciata è gia finita …”, così cantava Sergio Endrigo tanti anni fa, e questo devono aver pensato tutti gli adepti di Zuckerberg dopo il comunicato della Banca Centrale del Brasile, con il quale si annunciava lo stop di WhatsAppPay, a poche ore dal suo debutto in SudAmerica. Uno stop brusco, considerando anche che il Brasile è il secondo bacino più grande di WhatsApp, dove si contano oltre 120 milioni di utenti. L’autorità brasiliana ha argomentato la decisione sottolineando che, interrompendo il nuovo servizio di pagamento, si mira “preservare un ambiente competitivo adeguato, che garantisca il funzionamento di un sistema di pagamento intercambiabile, veloce, sicuro, trasparente, aperto ed economico”. Il classico fulmine a ciel sereno che si porta dietro, comunque, un’aura grigia che non è ancora stata chiarita; sembra infatti che all’origine della decisione ci sia l’estremo tentativo di tutelare il prossimo lancio, sembrerebbe a novembre, di Pix, il nuovo sistema di instant payment promosso proprio dalla banca centrale brasiliana. Non si sono fatte attendere, ovviamente, le rimostranze di Facebook cui hanno fatto eco quelle di Visa e Mastercard che, ovviamente, vedranno ridotte le loro previsioni di crescita in fatto di transazioni. In attesa dei prossimi sviluppi … caffè, ovviamente brasiliano !

Quello dei certificati di investimento (strumenti derivati cartolarizzati), prodotti finanziari altamente speculativi, è un settore che sta conoscendo un periodo fortunato. Negli ultimi quattro anni i volumi collocati sono quasi triplicati e, ad oggi, vengono offerti dalle banche attraverso le strutture di private banking. Questa sorta di monopolio potrebbe essere interrotto dalle velleità del Fintech, che non vuole lasciare alcun settore bancario privo di presidio; in questo quadro si colloca la scelta di Oval, startup finanziaria britannica, da poco presente nel nostro paese, che ha deciso proprio di offrire questa particolare forma di investimento ai propri clienti. Un prodotto non proprio per tutti ma, vista la base clienti di Oval (450.000 download in tre anni, il 75% dei quali in Italia), potrebbe rappresentare un ottimo volano di crescita. Nel paniere di società inserite all’interno del prodotto offerto da Oval, figurano, tra gli altri, Amazon, Netflix, Disney e Spotify. Nei confronti di Oval, anche prima di questo annuncio, si sono rivolti gli occhi attenti di alcuni istituti bancari italiani, primo fra tutti Banca Intesa che, recentemente, ha fatto un piccolo investimento in Oval al fine di sviluppare una serie di prodotti tramite Banca 5. Meglio un Oval oggi…

Lo scandalo di Wirecard potrebbe gettare ombre sinistre su tutto il mondo del Fintech anche se il suo crack c’entra poco con le sue attività e molto con la “pirateria” gestionale dei suoi amministratori. Il settore è assolutamente sano e non dobbiamo dimenticare che, durante il lockdown, l’esistenza sul mercato di sistemi di pagamento digitali, robusti ed efficienti, ha tenuto in piedi l’economia dei consumi ed ha permesso a tantissimi cittadini di continuare ad usufruire, nonostante tutto, dei servizi primari. Esempi straordinariamente positivi, con gestioni molto più attente e rosee prospettive di ulteriore crescita, sono, ad esempio, la britannica Checkout.com, recentemente approdata allo status di Unicorno, con una valutazione vicina ai 2 miliardi di dollari, che si è avvicinata a campioni del calibro della svedese Klarna e della britannica Revolut ed ha messo nel mirino, anche se l’obiettivo è molto sfidante, la statunitense Stripe. Ma ci sono tantissime altre belle realtà in questo panorama, sia in Europa che altrove, e questo settore darà ancora tantissimo in futuro.

A prestissimo e … mai paura !

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