Il Blog di Giovanni Vattani

Dalle innovazioni nei sistemi di pagamento, alle nuove tecnologie, dal Fintech alla Blockchain

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La Bank of England (BoE) conferma l’interesse per una versione digitale della Sterlina (CBDC) e conferma, per bocca del governatore Andrew Bailey, come questo tema sia un pilastro economico per l’Inghilterra nel post Brexit. La BoE prevede questa mossa, probabilmente, per le stesse ragioni per le quali la BCE sta caldamente stimolando le banche europee a muoversi al fine di fare fronte all’egemonia attuale dei circuiti di pagamento, a quella futura delle GAFA (Google, Amazon, Facebook ed Apple) ed a quelle assai probabili delle versioni digitali di Dollaro e Yuan. Ma perchè la BoE o la BCE, oltre alle motivazioni appena indicate, dovrebbero passare ad una versione digitale della valuta fiat ? Un primo tema potrebbe essere quello di contrastare le crypto più diffuse (Bitcoin, Ethereum, ecc), che sono ancora viste di cattivo occhio per l’aura di speculazione che si portano dietro come un peccato originale; in secondo luogo, una moneta digitale potrebbe creare un ambiente molto favorevole per la competizione, l’efficienza e l’innovazione nei sistemi di pagamento, nonché aumentare il potere della moneta nazionale nel campo del commercio cross border. Ritengo, inoltre, che l’emissione di una valuta digitale emessa da una banca centrale, permetterebbe di affrontare nel migliore dei modi la transizione da un’economia cash only ad una cashless. Per concludere, ritengo che una banca centrale che decidesse di emettere una CBDC, usufruirebbe di una delle caratteristiche peculiari della valuta digitale, la programmabilità (nella stessa transazione monetaria viaggiano, oltre ai soldi, anche le regole con le quali questi devono essere usati), pensate ad esempio come potrebbe essere gestita, con maggiore sicurezza ed efficienza, la campagna di invio fondi per la ricostruzione post-calamità o post-terremoto.

Lasciamo la “perfida Albione”, così definì l’Inghilterra il marchese Agostino di Ximenes alla fine del Settecento, e vediamo cosa si sta facendo nell’Unione Europea in termini di Blockchain. La bontà di questa tecnologia sta convincendo sempre di più i politici della Commissione Europea e si sta lavorando alacremente anche se un pò a rilento (ma l’importante è che si lavori). Si sta pensando ad un mercato unico digitale europeo, ergo si sta ragionando “in grande”; uno dei temi più dibattuti è quello del decentramento e della disintermediazione, non proprio coincidente con il pensiero di Satoshi Nakamoto (fautore del tutto o niente), ma più vicino ad un ibrido che possa contemplare aree di sviluppo completamente decentrate ed altre sotto lo stretto controllo della CE. Uno sviluppo in tal senso favorirebbe la coesistenza di grandi piattaforme con realtà più piccole, massimizzando gli stimoli al fine di generare business innovativi. L’ostacolo più importante è quello normativo ed è la discussione che ne consegue a frenare gli sviluppi di questa tecnologia; il percorso però è ormai segnato e, anche se le tappe saranno ancora molte, il traguardo si avvicina sempre più. Gli ambiti di possibile utilizzo della Blockchain sui quali c’è più fermento sono quelli dell’identità digitale e, più specificatamente nel mondo bancario, quelli legati al Know Your Customer ed alle normative antiriciclaggio (AML).

Esaurito il tema Blockchain, parliamo degli ultimi sviluppi e delle ultime novità in tema di sistemi di pagamento. Un recente rapporto in tema di pagamenti ha sancito che il 46% dei giovani utilizza wallet digitali tra 1 e 5 volte al mese e circa il 35% degli utenti di wallet digitali appartiene alla generazione dei Millennials. Un dato che deve essere tenuto in considerazione dai players che attualmente forniscono strumenti di pagamento e sono in cerca di nuove soluzioni, e da quelli che stanno per sbarcare in questo mercato. Al contrario dell’impennata dei pagamenti elettronici registrata durante il lockdown, che potrebbe anche non consolidarsi nel tempo, il dato riguardante i Millennials conferma un trend nato ben prima del lockdown e che non conosce sosta. Ai Millennials si affiancano i giovani della Generazione Z, ovvero i nati tra il 1995 ed il 2010, che, oltre ad essere attratti dai wallet digitali, cercano anche prodotti come le carte virtuali, confermando che il calo progressivo delle richieste di carte fisiche. Puntate sui giovani e non ve ne pentirete !

2 pensieri su “L’alba della Sterlina digitale, Blockchain all’Europea, Gen-Z e Millennials per un cambio di paradigma

  1. Cecilia Angela Rabà ha detto:

    La blockchain posta sotto l’egida delle Banche centrali sarebbe la soluzione dei problemi antiriciclaggio!

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  2. Cecilia Angela Rabà ha detto:

    Dei problemi antiriciclaggio che la blockchain “selvaggia” si porta dietro da tempo. Siamo possibilisti! 😊😊😊😊😊😊

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