La digital bank di JP Morgan, Insurtech & assitenti vocali ed il Fintech che vorrei

Alcuni, insistenti, rumors danno ormai per certo il debutto di JP Morgan nelle mondo delle banche digitali in UK. Nonostante il tentativo già operato nel 2018 con Finn non abbia dato i risultati sperati, la multinazionale americana di servizi finanziari, visto anche il successo di Goldman Sachs con Marcus (oltre 250.000 clienti in UK ed oltre 13 miliardi di Sterline in depositi), starebbe organizzando un nuovo sbarco nel digitale per i primi mesi del 2021. La mossa dovrebbe permettere di catturare quei clienti che, soprattutto durante la pandemia, hanno optato per una banca digitale e che si sono dimostrati pronti a nuovi cambiamenti a fronte di un’offerta di servizi allettante e se questa offerta dovesse arrivare da un brand notevolmente affermato e sicuro, tanto meglio. Ad avvalorare le indiscrezioni è stata anche l’assunzione, da parte di JPM, dell’ex presidente dell’authority finanziaria britannica (Financial Conduct Authority) Clive Adamson, che dovrebbe avere il compito di presiedere la nuova realtà bancaria. Se i piani di JPM venissero confermati, ciò non farà altro che aumentare la competizione nel mondo del Fintech, e questo è un fatto assolutamente positivo.

Il mese scorso vi ho intrattenuto parlandovi della traslazione da IOT ad IOP (https://gvattani.blog/2020/07/21/dalliot-alliop-passando-per-liov/) ed oggi vorrei darvi un altro spunto di riflessione riguardante gli assistenti vocali ed il loro rapporto con l’Insurtech. Sono pochi, ad oggi, i tentativi delle compagnie assicuratrici di essere presenti, con i loro prodotti, sui vari assistenti vocali attualmente in commercio e se lo hanno fatto, almeno secondo i loro detrattori, sono state spinte esclusivamente da tematiche di marketing e non per dare un reale servizio ai clienti; Aviva, LV e Travelers, sono tra coloro che ad essersi cimentati in questa agone e che ne hanno sopportato le critiche. Se è vero che gli assistenti vocali hanno una penetrazione relativamente bassa nelle nostre case e dispongono di una serie ristretta di abilità vocali, è altrettanto vero che il settore è in netta crescita (si stima che nel giro di 10 anni il numero dei device casalinghi connessi alla rete raddoppierà, passando dagli attuali 22 miliardi ad oltre 50 miliardi). Il trend previsto potrebbe ricalcare quanto avvenuto con i CD musicali: alla fine degli anni 80 se ne contavano pochissimi ma nel giro di poco più di un decennio condannarono alla scomparsa i dischi in vinile (tranne un clamoroso ritorno negli ultimi anni, più per i nostalgici di certe sonorità che per altro); meglio ancora: chi di voi soltanto 10 o 15 anni fa avrebbe pensato che oggi sarebbe stato “normale” stipulare una polizza assicurativa tramite uno smartphone ? C’è già qualcuno che, aldilà delle operazioni di marketing, sta seriamente ad offrire prodotti assicurativi tramite assistenti vocali: è il caso della società tedesca Deutsche Familienversicherung (DFV) che offre i propri servizi su Amazon Echo, completando l’offerta con la possibilità di gestire gli aggiornamenti del contratto ed i relativi pagamenti (ed è qui che arriviamo all’IOP …). E’ mia opinione che tutto il settore dell’Insurtech, grazie anche alle potenzialità offerte dall’OpenBanking e dalla PSD2, dovrebbe lavorare di più su questo campo. Staremo a vedere… anzi… ascolteremo !

Chiudo con alcuni miei personalissimi desiderata che, spero quanto prima, vengano esauditi:

  1. Che bello sarebbe vedere recapitate le mie fatture di luce, gas, telefono, fibra, ecc, in un unico wallet digitale che abbia anche la funzionalità di gestire una sorta di scadenziario, pianificando le mie uscite, cercando di ottimizzarle in base alle mie entrate e, nel caso il bilancio dovesse entrare in sofferenza, sfruttare una piccola linea di credito che permetta di non far scadere le fatture
  2. Che bello sarebbe se i miei risparmi fossero gestiti direttamente da un unico wallet digitale (ovviamente lo stesso del punto 1), magari tramite un meccanismo divertente che premi qualche mio comportamento virtuoso (nella logica “If this, than that), o che sposti automaticamente dei fondi in un programma di investimenti ogni qual volta si realizzino determinate situazioni favorevoli (concedendomi anche l’operazione contraria qualora se ne presentasse la necessità)
  3. Che bello sarebbe se, tramite un unico wallet digitale (sempre lo stesso dei punti precedenti), riuscissi ad avere uno strumento di budgeting, che possa tener conto di tutti i conti/carte in mio possesso, e che mi aiuti a tenere d’occhio tutte le mie spese

E, come diceva tanto tempo fa Nino Frassica, nei panni del frate Antonino da Scasazza : “Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello”

A prestissimo e… mai paura !

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