Yin e yang, una Fintech che acquista una banca

Tutti noi abbiamo familiarità con la rappresentazione del concetto di Yin e Yang riportato nella foto sopra. E’ uno dei fondamenti della filosofia cinese e rappresenta il dualismo tra oscurità e luminosità, luna e sole, giorno e notte ecc… (i puristi mi perdoneranno per l’approssimazione dettata da esigenze redazionali). Se vogliamo stressare il concetto ed avvicinarlo a realtà che conosciamo bene, potremo azzardare che tale simbolo rappresenta il dualismo tra banche e fintech. La fintech californiana Jiko ha fatto di questa immagine, opportunamente modifica, il proprio accattivante logo, facendolo diventare il simbolo di come fintech e banche possono convivere nello stesso ambiente (anche se sembra derivare da un personaggio di un film della Disney “Alla ricerca di Dory”, ovvero il pesce Regal Blue Tang) . Jiko, infatti, è la prima fintech ad aver acquisito una banca, la Mid-Central Savings Bank basata in Minnesota. Quella che, per la maggior parte di noi, è “la notizia” per i proprietari di Jiko è il mezzo per arrivare ad uno scopo e non lo scopo principale. Con questa mossa, come dichiarato da Stephane Lintner, co-fondatore e CEO di Jiko, si vuole reinventare quello che è il mondo dei servizi bancari in chiave fintech, ovvero fondere i lati positivi di entrambi per offrire ai clienti un’esperienza bancaria molto simile a quella di Netflix ed Amazon Prime. Si è voluto creare una piattaforma in grado di “immagazzinare denaro e spostarlo in maniera efficiente”, basandosi sui buoni del Tesoro. In buona sostanza, i clienti di Jiko, anziché immettere denaro in un conto bancario, acquistano buoni del Tesoro e vengono messi in grado di spenderli come se stessero attingendo ad un conto bancario, supportati da una carta di debito; una sorta di conto/non conto. Il rendimento dei buoni del Tesoro è di gran lunga superiore a quello che potrebbe offrire un conto corrente bancario (in USA) e lo è stato ancora di più durante il lockdown. Il meccanismo messo in essere da Jiko fa si che che i fondi vengano trasferiti dal conto di intermediazione (che serve all’acquisto dei titoli) al conto bancario e viceversa e ciò permette ai clienti di spendere in maniera frazionata i propri titoli, avvalendosi anche di una carta di debito. La fintech californiana, per garantirsi un corretto guadagno, proporrà il prodotto in modalità subscription, una fee annuale congrua e tutto il resto compreso nel prezzo. Questa volta ad innovazione ci siamo, finalmente ! L’unico dubbio rimane sulla esportabilità i realtà diversa da USA, ma magari in Jiko stanno già pensando anche a questo.

In molti mi chiedono da dove è nata l’idea di scrivere su questo blog; beh, più che una passione è una piacevole necessità e, per dirla con parole rubate allo scrittore Franco Arminio: “scrivere è sollevare la trave che ogni giorno ci cade sulla pancia e lo facciamo tenendo conto che nessuno a tempo da perdere con scritti con non sanno consolare o che non sanno orientare”.

A prestissimo e … mai paura !

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