Una donna coraggiosa, l’embedded finance e gli sviluppi dell’IOT

Nei giorni scorsi Jane Fraser è divenuta la prima donna CEO nella storia delle banche statutinensi (Citi è la banca in questione). La notizia ha avuto un notevole clamore sulla stampa anche se, a dire il vero, ci si è soffermati più sugli aspetti “gender” della faccenda che sul curriculum, di assoluto rispetto, dell’interessata (proveniente da McKinsey, ha lavorato per Asesores Bursatiles a Madrid, responsabile M&A di Goldman Sachs per poi approdare, sedici anni or sono, in CitiGroup dove aveva ultimamente ricoperto la carica di responsabile del Global Consumer Banking). Qui però mi piace raccontarvi della storia di un’altra donna, quella che vedete raffigurata nell’immagine sotto il titolo; Maggie Lena Walker, questo era il suo nome, nacque in Virginia nel 1864, la madre era una lavandaia ex-schiava ed il padre biologico un soldato confederato di origine irlandese. Come amava dire Maggie “Non sono nata con un cucchiaio d’argento in bocca, ma con un cesto della biancheria praticamente in testa”. Da adolescente aderì all’Ordine Indipendente di San Luca dove curava i malati e gli anziani e promuoveva cause umanitarie. Il suo spirito altruista la spinse, alla fine del 1903, a fondare una banca che potesse essere più vicina, rispetto ad altre, alle cause che aveva difeso nell’Ordine, la St. Luke Penny Savings Bank. Maggie divenne così la prima donna afroamericana a fondare una banca negli USA. Negli anni successivi, quando la banca si ingrandì attraverso una serie di fusioni, diventando la The Consolidated Bank and Trust Company, Maggie fu chiamata a ricoprirne la carica di presidente del consiglio di amministrazione. Grande Maggie !

Uno dei maggiori trend del momento nel mondo Fintech è quello dell’Embedded Finance, cioè la creazione di un’offerta che incorpori servizi finanziari all’interno di prodotti. Un esempio è la statunitense Salty, che si occupa di vendere assicurazioni all’interno della stessa transazione di acquisto di un’auto; altri esempi sono Yizhibo e Kuaishou che, contando sulla spinta emozionale all’acquisto, consentono di acquistare la merce che vedi visualizzata in un live streaming. Se combiniamo l’Embedded Finance con l’analisi dei dati, possiamo arrivare a prodotti come quello offerto in Cina da ZhongAn in collaborazione con Xiaomi: un sensore integrato nel telefono rivela automaticamente se lo schermo subisce un danneggiamento e ZhongAn, evitando al cliente di dover presentare una richiesta di riparazione, in tempo reale fa partire automaticamente un iter di reclamo, lo autentica e lo verifica e si offre di spedire un nuovo telefono, espletando il tutto, praticamente, mentre il telefono è ancora a terra …
L’EF, inevitabilmente, legherà i propri sviluppi futuri all’IOT (arrivando a realizzare ciò che io chiamo IOP, Internet of Payments) e se manterrà alcuni canoni fondamentali quali la semplicità, il trust nei marchi ed una buona dose di creatività, si potrebbe realizzare ciò che molti analisti sintetizzano nell’espressione: “Fintech will be eating the world”.

Quanto appena detto si lega a doppio filo con un recente studio di Accenture, secondo il quale, il numero di dispositivi connessi dovrebbe aumentare di circa 40 miliardi entro il 2024 e ciò spingerà ancora di più a creare nuovi casi d’uso ed esperienze, soprattutto nel settore del Media&Entertainment. Nonostante i trend siano tutti a favore di un forte sviluppo in questo settore, molte sono le sfide da affrontare per arrivare alla completa affermazione; di sicuro emergeranno, sempre di più, tematiche normative: milioni di dispositivi che si connettono alla rete e scambiano dati e transazioni tra loro, necessitano di un set di regole molto più rigide di quelle presenti oggi. Cresceranno, inoltre, tutte le problematiche relative alla privacy ed alla cybersecurity, così come alla scalabilità delle piattaforme cui si appoggiano i dispositivi IOT. Di una cosa però siamo sicuri, e cioè che, soprattutto le aziende dei Media&Entertainment stanno lavorando per creare nuovi modelli di business che bilancino lo sviluppo dell’IOT ed i costi relativi alle varie compliance regolatorie/cybersecurity e, secondo me, toccheremo presto con mano qualche esempio pratico.

A prestissimo e … mai paura !

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