La carta di BBVA in giro per Madrid e le perplessità di Accenture (e non solo) sui FinInfluencer

Quello delle carte “blank” è un settore che non è mai decollato completamente; appartengono a questo insieme tutte quelle carte, di credito o debito, che non hanno alcun dato stampato sulla carta (né il Pan, né la data di scadenza, né, tantomeno, il Cvv2), ma li conservano all’interno di una app collegata. Non nascondo di essere un fan di tali carte e, proprio per questo, speravo che avessero avuto maggior diffusione. Aldilà, infatti, della migliore estetica (tutto lo spazio può essere utilizzato per la creatività dei grafici), la sicurezza percepita dai clienti è sicuramente maggiore in quanto nessun dato sensibile è a vista, pronto per essere carpito ed utilizzato da un qualsiasi malintenzionato. Ad onor del vero dobbiamo comunque aggiungere che, ovviamente, tale tipologia di carte non risolvono in toto il problema delle frodi ma, se abbinate a delle app che ne possano prevenire un uso non corretto (notifiche, generazione cvv2 usa e getta, ecc), diventano veramente un prodotto molto interessante. BBVA crede fortemente nelle carte blank, avendole già lanciate in Turchia, ed a breve le immetterà nel mercato spagnolo. In attesa del debutto casalingo, il direttore Marketing della banca spagnola, Jaime Bisbal, ha voluto lanciare una campagna pubblicitaria ad effetto : sulla Gran Via, la frequentatissima arteria cittadina di Madrid, è stata create un’installazione con all’interno una carta di credito blank di BBVA, attivata e funzionante, ma non una carta qualsiasi, ma proprio quella intestata allo stesso Bisbal. Lo scopo, chiaramente, è quello di far “toccare con mano” la sicurezza di questa tipologia di carte. Spero che il mercato dia ragione a BBVA, poiché Bisbal&C sono tra i pochi, in Europa, ad aver “capito” le potenzialità delle carte blank. Qui potete trovare il video realizzato da BBVA in merito a questa iniziativa. Bisogna sempre metterci la faccia ! E quando non basta la faccia è giusto anche metterci la carta !

E’ da circa tre anni che possiamo vedere su Facebook, Instagram e YouTube, tantissimi blogger ed influencer fotografati con carte bancarie coloratissime mentre discutono di wealth management e di come risparmiare sulle spese di tenuta conto. Tutti gli ultimi player che si sono affacciati sul mercato negli ultimi anni – Starling, Revolut, N26, ecc – hanno utilizzato campagne di “fin-influence”; il responsabile marketing di Revolut, Chad West, ha dichiarato recentemente, di voler assumere influencer dal grande numero di follower al fine di raggiungere la platea più ampia possibile. Così come Revolut anche altre fintech si stanno cimentando nel favoloso mondo degli influencer e, secondo Federica Mutti, brand strategist di YouTube, ben presto entreranno a far parte di quella quota di aziende (circa il 17% del totale) che investono oltre la metà del loro budget in influencer. Ma non è tutto oro quello che luccica; secondo Tom Merry, Head of Financial Services Strategy di Accenture, gli influencer funzionano in fase di acquisizione dei clienti ma lo fanno con minore efficacia quando si tratta di aumentarne la redditività. Anche gli stessi blogger nutrono più di qualche perplessità: Ellie Austin Williams, fondatrice del canale “This girl talks money”, afferma che i consumatori non si fidano intrinsecamente dei consigli dei fashion blogger su questioni delicate come le proprie finanze, “Il tema della finanza è molto personale”, ha detto in una recente intervista, “quindi la probabilità che un fashion influencer sia un vero cliente, o dia un’opinione vera e onesta, è estremamente ridotta”. Le affermazioni della Austin Williams si fondano su dati oggettivi : un suo post, di norma, raggiunge circa il 5% di coinvolgimento, mentre per quelli finanziari questa percentuale crolla allo 0,01%. Meditate marketers meditate !

Esattamente 50 anni fa, il 17 novembre 1970, mettendoci più volte la faccia e senza il supporto di alcun influencer, dopo tre anni di caparbi tentativi, Douglas Engelbart ottenne finalmente il brevetto per il suo “indicatore di posizione X-Y per display”, il mouse !

A prestissimo e … mai paura !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...