UK & Contactless, offerta bancaria su misura e IWD2021

Qualche giorno fa Rishi Sunak, Cancelliere dello Scacchiere di Sua Maestà Britannica, ha dichiarato che, entro l’anno, il limite per ogni singolo pagamento contactless in UK passerà dalle attuali 45 £ a 100 £. La decisione prende origine dal progressivo aumento del numero di pagamenti effettuati in modalità senza contatto, dovuto sia a ragioni di carattere igienico sanitario che ad una sempre maggior confidenza verso questa tecnologia da parte dei cittadini. Con il programma vaccini che sta andando avanti, Sunak afferma che, presto, gli inglesi ricominceranno ad uscire per lo shopping e a frequentare ristoranti e con questo intervento si vuole rendere più facile e sicura la loro esperienza di pagamento; uno degli effetti che si spera venga generato è un impulso alle vendite al dettaglio che dovrebbe avere implicazioni positive su posti di lavoro e crescita del volume di affari delle aziende. A valle di questo annuncio si è, inevitabilmente, acceso il dibattito tra chi aderisce al partito dei favorevoli e chi a quello dei contrari, dibattito che, onestamente, è veramente stucchevole: c’è ancora chi, alle soglie del 2021, afferma che i pagamenti contactless espongano maggiormente a truffe i loro utilizzatori poiché dispongono di scarsa sicurezza e facilitano la vita dei malintenzionati; una tale affermazione arriva da Ian Johnson, responsabile europa di Marqeta, società leader nel settore delle carte, che riporta, nella sua home page “Modern card issuing that empowers innovators to change the world”. Direi che il Cancelliere dello Scacchiere ha una ragione in più per proseguire sulla sua strada.

Un recente sondaggio, condotto su un campione di 1.000 clienti di banche US (ma sono dell’opinione che se svolto in Italia darebbe risultati molto simili), ha evidenziato come l’82% degli intervistati si aspetta che la propria banca ne comprenda bisogni ed interessi mentre solo il 38% afferma che la propria banca è in grado di farlo; altre aspettative importanti, puntualmente disattese, riguardano le comunicazioni banca vs cliente che, sempre a detta del suddetto campione, dovrebbero essere continue, omnicanale, tempestive, pertinenti e preziose. Tornando alle nostre latitudini, direi che, ancora oggi, abbiamo un problema di educazione finanziaria: se ogni istituzione finanziaria spiegasse “bene” le potenzialità, in termini di offerta di servizi tailor made, dell’Open Banking, avremo fatto un deciso passo avanti nell’innovazione dei servizi bancari e di tutti quelli ad essi collegati (insurtech, proptech, ecc). Come affermava in una intervista di ieri su IlSole24Ore, Annamaria Lusardi, direttrice del comitato Edufin, occorrerebbe insegnare la finanza insieme all’educazione civica e, aggiungo io, il mondo del Fintech e delle banche dovrebbe concorrere a formare i docenti su questa materia e collaborare strettamente con le scuole per creare percorsi ed eventi ad hoc. Chissà…

Oggi è la giornata mondiale della Donna (#IWD2021); voglio soltanto riportarvi due notizie lasciando a voi qualsiasi commento e riflessione:

  • nel 2019, soltanto nella città di Roma, le donne entrate in contatto con i centri antiviolenza sono state 1.767, di cui il 40% erano coniugate
  • Anne Boden, fondatrice ed amministratore delegato di Starling Bank, ha dichiarato oggi che la sua banca ha confermato lo stato di unicorno, avendo raccolto 272 milioni di sterline nel suo più grande round di finanziamento mai realizzato

A prestissimo e … mai paura !

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