L’EBA stringe sull’Open Banking, fintech israeliana per remittance e nuove iniziative per Satispay

L’Open Banking, non solo in Italia, sta stentando a decollare e, spesso, non è solo colpa di scarsa educazione finanziaria ma sono gli stessi APSP (prestatori di servizi di radicamento del conto), ovvero banche & C, a rendere l’esperienza d’uso del cliente poco lineare e piena di ostacoli. Proprio per questo motivo l’EBA (European Banking Authority) ha emesso un durissimo comunicato con il quale si sollecita a rimuovere immediatamente qualsiasi ostacolo alla fluida fruizione dei servizi relativi all’Open Banking; se qualche mese fa la stessa EBA aveva prodotto un elenco molto preciso di situazioni che impedivano il corretto accesso ai nuovi servizi, citando anche le singole istituzioni che si erano “macchiate” del misfatto, oggi, pur tornando su argomenti più generici, pone una data limite entro la quale tutti gli APSP devono assolutamente dimostrare la loro assoluta conformità alla direttiva: 30 aprile 2021. Consapevole di quanto questo tipo di scadenze siano state sempre disattese dal nostro sistema bancario, e non solo, rimane rimarchevole il fatto che l’EBA, per la prima in assoluto, ha assunto una posizione così perentoria, spendendo pubblicamente una data limite. Da cliente e da addetto ai lavori, spero che questo richiamo sia accolto positivamente da tutti gli attori coinvolti e che questa importante innovazione possa portare presto a tutti i vantaggi che ben conosciamo. Ovviamente il rispetto delle direttive è solo una metà del problema, l’altra metà è far conoscere a tutti i cittadini questi nuovi servizi e, soprattutto, far capire quali sono le loro potenzialità e quali benefici possono portare. Incrociamo le dita !

Rewire è una fintech israeliana, un EMI (istituto di moneta elettronica), che ha focalizzato il suo business sulle rimesse di denaro; proprio in questi giorni ha chiuso un round di finanziamenti per circa 20 milioni di dollari e tra i suoi investitori figurano BNP Paribas, Moneta Capital e Viola Fintech. Allo stato attuale Rewire può contare su oltre mezzo milione di clienti registrati ed oltre 200.000 conti europei. Il 2020 è stato un ottimo anno per la fintech di Tel Aviv, in quanto, con la sua connotazione full digital è riuscita a tenere botta alla diminuzione del giro di affari, cosa che invece è stata sofferta, ad esempio, da MoneyGram e Western Union che sono più radicate sul canale fisico. Rewire non offre soltanto servizi di remittance ma da la possibilità ai propri clienti di usufruire di servizi bancari e assicurativi, sia nel paese d’origine che in quello dove vivono e lavorano attualmente. La percentuale dei loro clienti che utilizza questi servizi aggiuntivi rispetto al totale è di circa il 50%, un gran bel risultato. Il round citato all’inizio permetterà alla fintech di assumere dei country manager nei paesi di origine o di accoglienza dei propri clienti, investendo, al contrario dei suoi competitor, su paesi come le Filippine, la Nigeria e l’India. Israele si dimostra, ancora una volta, un felice incubatore di realtà innovative. Bravi !

Ebbi il piacere di conoscere Alberto Dalmasso, founder e CEO di Satispay, qualche anno fa, credo fosse il 2014; Satispay era nata da poco ma quello che fu chiaro sin da subito, e ancora di più durante l’incontro cui partecipammo, fu la chiarezza della visione: rottura degli schemi, vantaggi per cliente e per i merchant, innovazione e digitalizzazione dei pagamenti. A distanza di sette anni da quell’incontro, queste caratteristiche sono ancora ben presenti in Satispay e si concretizzano con le sue ultime evoluzioni (pagamento dei bollettini, PagoPA, espansione verso altre country europee); è di questi giorni, inoltre, l’annuncio di una partnership tra Satispay e PPro con lo scopo di facilitare l’integrazione di Satispay negli e-commerce di un numero sempre maggiore di merchant. Gli ultimi dati registrati, relativi al 2020, sono assolutamente lusinghieri per Dalmasso&C : +100% di imprese affiliate alla propria rete e +61% del numero di pagatori online; pochi in Italia possono vantare numeri simili. Iniziative del genere non possono che far bene all’ecosistema dei pagamenti digitali ed al sistema Paese. Chapeau !

A prestissimo e… mai paura !

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