La resistenza del cash, Carpe Diem UK ed il Fintech russo

Il recente convegno del Polimi che ha presentato i dati della ricerca 2020 dell’Osservatorio Innovative Payments ha snocciolato una serie di dati lusinghieri per il settore in Italia : pagamenti contacless +29% rispetto all’anno precedente, pagamenti da smartphone e wearable +80%, quota di pagamenti digitali sul totale dello speso +4%. Questi numeri sono sicuramenti figli della pandemia, che ha influito non poco sulle abitudini di pagamento degli italiani, ma sono anche frutto di un trend di crescita del settore che si registra ormai da parecchi anni; non è stato possibile misurare gli effetti del cashback e, per fare questo, dovremmo attendere la ricerca del prossimo anno. Un dato però dovrebbe far riflettere: sebbene le transazioni cash siano scese di quattro punti, passando dal 71% al 67% del totale transato, è innegabile che la strada da fare verso una digitalizzazione dei pagamenti, cash is still king. Se il cosiddetto cashback di stato non dovesse essere prolungato (si parla sempre più insistentemente di uno stop a giugno 2021), occorrerà prevedere altri tipi di incentivi all’uso della moneta elettronica, sia da parte del governo che da parte degli attori della filiera (issuers, merchants, ecc…). Senza ciò non abbandoneremo mai il fondo della classifica europea stilata dalla BCE relativamente alle transazioni procapite con moneta elettronica. Attendiamo fiduciosi.

UK, nonostante la Brexit, continua ad essere il polo di attrazione per eccellenza del Fintech europeo. L’ultima nata sulle sponde del Tamigi è Diem (no non si tratta della criptovaluta di Facebook), una startup che ha recentemente chiuso un round di finanziamenti per circa 5,5 milioni di dollari. Parliamo di una carta di debito con una app collegata che, oltre a consentire agli utenti le normali funzionalità bancarie, permette anche di dare una seconda vita a capi di abbigliamento, telefoni, borse, ecc… In buona sostanza, tramite la app, si fotografa il bene di cui ci si vuole disfare, si riceve un’offerta in tempo reale; se la quotazione è soddisfacente, si conferma la vendita e si riceve immediatamente l’accredito dei fondi, si invia l’articolo a Diem che provvederà a rivenderlo. Sicuramente un’idea lodevole in un panorama dove, soprattutto le soluzioni cosiddette green, sono spesso di facciata e non di sostanza. Perché buttare un oggetto quando puoi trasformarlo in denaro usando i fondi ottenuti tramite carta di debito ? Ottimo direi.

Come ho avuto spesso occasione di affermare dalle colonne di questo blog, la nuova guerra fredda tra USA e Russia, si gioca anche, e soprattutto, sulla tecnologia. Proprio relativamente a ciò vi segnalo la big tech russa Yandex che da Mosca prova a rivaleggiare con i suoi competitor, primo fra tutti ApplePay. Yandex sta cambiando velocemente pelle e raggio d’azione, passando dal web alle app ed iniziando un’espansione verso un numero sempre maggiore di merchant, sia nel mondo fisico che in quello digitale. La competizione fintech in Russia è assolutamente feroce e le banche stanno issando barricate per difendere i propri business: una sorta di guerra calda all’interno di quella fredda. Questo clima, però, sta favorendo, ed è questo il dato positivo, lo sviluppo di soluzioni finanziarie sempre più innovative. yesli eto rozy, oni rastsvetut ! (se son rose fioriranno)

A prestissimo e… mai paura !

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