Il “vero nome” di Citi, ClubHouse e Stripe per remunerare i creator e il PFM di Santander

Quasi un anno fa, con questo post, vi davo notizia del progetto di Mastercard denominato True Name, carta di credito rivolta a persone transgender o non binarie con la quale viene data la possibilità al titolare di stampare sulla carta il nome scelto, che meglio lo rappresenta, e non quello presente in anagrafe. Nella puritana e, all’epoca, Trumpiana America, nell’ottobre 2020, durante la Trans Awareness Week, il colosso bancario Citi ha annunciato l’adozione del prodotto True Name e, in aggiunta a ciò, quando i clienti che hanno optato per questa carta avranno la necessità di comunicare con il call center di Citi, saranno chiamati con il loro True Name. Citi ha scelto di “scendere in campo” anche dopo la pubblicazione di un report del National Center for Transgender Equality, secondo il quale circa il 70% delle persone trans non ha un documento aggiornato con il nuovo nome e questo è fonte di molestie, violenze e, nella maggioranza dei casi, di mancato accesso a servizi quali, ad esempio, la richiesta di una carta di credito che riporti il nome usato nella loro vita quotidiana. Risultato : in un solo mese sono state richieste oltre 1.800 carte e, ad oggi, sono circa 7.000 le carte attive e, se teniamo presente che il lancio di Citi in Usa è stato effettuato in un solo stato, questo risultato risulta ancora più importante. Io ve l’avevo detto ma, ad oggi, nessun player italiano ha voluto scommettere su questo prodotto: peccato, perché con un’unica mossa si raccoglierebbero una maggiore consapevolezza ed attenzione verso le problematica LGBTQ+, si farebbe un grande servizio sociale, e si darebbe lustro al mondo bancario/fintech. Con la miopia non si va da nessuna parte. Di seguito il bellissimo video di Citi che presenta TrueName. Nice To Meet You … !

E’ notizia di ieri che Clubhouse, il nuovo social audio che sta spopolando in tutto il mondo, per ora solo su IOS, e Stripe, multinazionale statunitense leader mondiale della gestione dei pagamenti elettronici, hanno siglato un accordo che permetterà ai creator di contenuti su Clubhouse di essere remunerati direttamente dai propri ascoltatori. Il modus operandi si configura così : il fruitore di contenuti si collega al profilo del creator e tramite la funzione “invia denaro” ed inserendo un importo, potrà “pagare” il suo fornitore di contenuti. Dalle prime indiscrezioni sembra che al creator andrà l’intera cifra decisa dal suo “cliente”, mentre la commissione prevista da Stripe per regolare la transazione sarà a carico di quest’ultimo che la vedrà on top alla cifra che farà avere al creator; il social sembra essersi chiamato fuori da qualsiasi forma di revenue derivante da questa funzionalità. Con questa mossa il social vuole equipararsi ad altri rendendo possibile la remunerazione a fronte della creazione di contenuti facendo, però, arrivare l’intera cifra al creator senza trattenere nulla e questo è sicuramente un buon segnale che potrebbe, tra l’altro, sviluppare la crescita di contenuti “mirati” e sostenuti da una sorta di crowdfunding. La funzionalità di pagamento verrà rilasciata oggi per un piccolo gruppo di utenti/creator per poi essere calata su tutti gli iscritti alla piattaforma.

Qualche giorno fa, Santander, cavalcando le novità portate dall’OpenBanking, ha lanciato Prosper, la sua nuova app di PFM (Personal Financial Management). Prosper viene definito come un “amico finanziario”, staccato dal mondo Santander (nessuna apertura di conto su Santander viene richiesta per fruire della app), che deve aiutare il maggior numero di persone possibile ad ottenere la più ampia visione della propria attività finanziaria in unico punto. Immancabili saranno i servizi aggregazione dati e categorizzazione. Bella notizia ma con un fondo di amarezza: la maturità di questi servizi in certi paesi è ancora molto bassa, così come la loro piena conoscenza e consapevolezza, ed è per questo che Santander ha deciso di lanciare questa app non nella natia Spagna bensì in Norvegia, sfruttando la sua filiale locale. Speriamo presto di vedere, anche alle nostre latitudini, consumatori informati e consapevoli.

A prestissimo e… mai paura !

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