The sound of silence, Wordline per la ricarica elettrica e la Banca centrale francese vs le neobank

Ebbene si, lo ammetto, non curo questo blog come dovrei, non pubblico con la necessaria assiduità; le pause non sono mai casuali e non sono mai generate da mancanza di spunti o di tempo, c’è sempre un motivo preciso, lo stesso motivo che, a volte mi rallenta, a volte mi blocca: ho l’impressione che la gente, la fuori, abbia perso la capacità di ascolto. Quando questa impressione si fa più forte, inizia il blocco ed è come se sprofondassi in una sorta di oscurità, dove tutto è ovattato, dove le persone aprono la bocca ma non ne esce neanche una parola, dove le persone sentono ma non ascoltano, dove è meglio non disturbare il silenzio. Provo a farmi sentire, provo a mettermi a disposizione, ma nulla … devono essere le stesse sensazioni che facevano compagnia a Paul Simon, in una notte buia e solitaria nel lontano 1964, quando, quasi di getto, scrisse il testo di una canzone che, di li a poco, consegnerà alla storia della musica il duo Simon&Garfunkel : The Sound of Silence. La sto ascoltando mentre scrivo questo post e ne colgo uno dei suoi aspetti meno discussi: c’è una valenza duale in questa canzone e, mentre ci sente cullati e rassicurati dall’arpeggio e dal canto dolce e quasi sussurrato, dall’altro si ha la sensazione di essere rimproverati e accusati per “aver lasciato andare”, per essersi lasciati scivolare sopra le cose senza reagire, per aver sentito ma non ascoltato. A rimproverarmi del silenzio che invade a volte questo blog ci pensano alcuni amici/amiche fidati/e che, alle prime avvisaglie, mi chiedono sempre “successo qualcosa?”, “qualcosa non va?” … loro ascoltano ! E, per loro, ma anche per quelli che si ostinano a non voler ascoltare/ascoltarmi, ed anche un pò per me… eccomi qui !
“The words of the prophets are written on the subway walls and tenement halls, and whispered in the sound of silence !”

E’ notizia di oggi che Wordline, leader europeo dei servizi di pagamento, lancia il proprio servizio per permettere il pagamento delle ricariche elettriche direttamente presso la colonnina di ricarica. La tech company francese dunque, a valle dell’acquisizione, lo scorso autunno, di Ingenico, si lancia nel mondo della mobilità elettrica e lo fa con la soluzione che ha chiamato Easy EV; è una soluzione flessibile, chiavi in mano, adattabile a qualsiasi area geografica e a qualsiasi tipo di colonnina. Una visione estremamente chiara di quello che sarà il futuro della mobilità e che può essere riassunto con due cifre : 34 milioni di veicoli elettrici circolanti in Europa previsti entro il 2030 e circa il 20% delle ricariche degli stessi che verranno effettuati fuori casa. Easy EV supporterà qualsiasi tipo di carta di pagamento, incluse le close loop ed i wallet di pagamento; inutile sottolineare che sarà anche offerto il servizio di acquiring e quello di pre autorizzazione. Credo che vedremo presto Easy EV anche dalle nostre parti, visti anche gli ultimi debutti in fatto di investimenti sulla mobilità elettrica (vedi Acea, Hera, A2A, ecc…) Buon fiuto !

“I francesi hanno la puzza sotto il naso”; chi non ha mai utilizzato questo luogo comune ? Eppure, una delle ultime notizie Fintech proveniente dalla patria di Asterix, sembra confermare questo adagio. L’autorità che controlla il sistema bancario francese, l’ACPR, che è direttamente alle dipendenze della banca centrale di Francia, se l’è recentemente presa con quelle entità cui piace definirsi, o che vengono definite, NeoBank ma che, alla prova dei fatti, proprio banche non sono. Il regolatore transalpino punta il dito su queste società che, utilizzando la parola “bank”, associandola alla propria ragione sociale, possono gravemente fuorviare il consumatore ed accusa, inoltre, anche la stampa di utilizzare con troppa leggerezza il termine “neobank”, contribuendo ad ingenerare confusione. Oltre all’ammonizione verbale, l’ACPR ricorda anche che, nel caso si acclarasse che una società fintech avesse indotto, dolosamente, i propri clienti a credere di essere clienti di una banca, la sanzione pecuniaria prevista potrebbe arrivare a 375.000 euro. Devo ammettere che anche qui da noi si è fatta, e si fa ancora, parecchia confusione tra istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, e così via e che, a volte, anche dalle colonne di questo blog, il termine neobank è stato associato a realtà che non dispongono della licenza bancaria. Chiediamo umilmente venia all’ACPR nella speranza di non incorrere più in questi errori. Pardon !

A prestissimo e… mai paura !

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