La Wine Crypto Bank, Buy Now Pay Later e gli ultimi aggiornamenti sulle carte per minori

Sull’onda della popolarità acquisita in questi ultimi mesi dalle cryptovalute, Bitcoin in testa, è nato, in Italia, il progetto “Italian Wine Crypto Bank”, sviluppato da I-Factor ed ispirato da Rosario Scarpato, esperto sommelier ed organizzatore di eventi dedicato al wine&food. Le cantine da inserire nel progetto vengono contattate sulla base di un algoritmo costruito in casa che evidenzia i principali punti di forza della produzione di ognuna e le rende di interesse, sia come qualità che come redditività. I vini vengono acquisiti da Italian Wine Crypto Bank, la quale riconosce immediatamente al produttore un terzo del valore in cryptovaluta; un ulteriore terzo del valore, sempre in cryptovaluta, viene riconosciuto al momento dell’acquisto da parte del consumatore, mentre l’ultima parte di valore viene riconosciuta in Utility Token, attraverso i quali Crypto Bank finanzia i progetti della cantina e che possono anche essere scambiati tra i produttori. A totale garanzia dell’aziende vinicole, Crypto Bank pagherà comunque al produttore anche il vino invenduto dopo 24 mesi dall’acquisizione. Del progetto fanno parte nomi importanti del panorama vitivinicolo italiano del calibro di Allegrini, Elena Fucci, Planeta, Castello Banfi. Crypto Cheers !

I risultati di un sondaggio svolto in UK e sponsorizzato dalla FCA (Financial Conduct Authority) hanno evidenziato come, nel corso del 2020, il valore delle transazioni BNPL (buy now pay later) sia quadruplicato e che circa l’11% dei consumatori, ovvero circa 5 milioni, hanno utilizzato un prodotto BNPL; lo stesso trend viene più o meno registrato anche negli altri paesi europei, compreso il nostro. L’aumento del giro d’affari in questo settore ha fatto crescere, in alcuni, preoccupazioni per la tutela dei consumatori (anche se per un breve periodo e di piccolo importo, si parla sempre di contrarre un debito), tant’è che le varie autorità di vigilanza europee stanno lavorando sul tema. BNPL, se usato con saggezza, è uno strumento validissimo ed aiuta i consumatori ad effettuare alcuni acquisti senza ricorrere a forme di finanziamento sicuramente più onerose. Dobbiamo inoltre aggiungere che, moltissimi fornitori di BNPL sono già regolamentati, in quanto, offrono da tempo anche altre forme di finanziamento e che, in molti paesi, esistono già degli obblighi da osservare all’interno delle normative per la tutela dei consumatori. In alcuni paesi, a maggior tutela dei consumatori, si sta pensando di inserire nella normativa alcune tutele aggiuntive; rimane comunque il fatto che questo strumento ha moltissimo da offrire ai consumatori, soprattutto in termini di facilità e velocità, e la sua parabola è assolutamente in crescita e vedo numerose nuove possibili applicazioni all’orizzonte (perché fermarsi ad utilizzare BNPL solo per gli e-commerce e sono per determinate categorie merceologiche ?). Don’t stop me now !

Vi ho parlato spesso, dalle colonne di questo blog, delle ultime novità che riguardano le carte di pagamento per minori; è innegabile come l’attenzione delle banche e del fintech si sia spostata dai Millennials agli appartenenti alla Gen Z. Non è sicuramente un fenomeno recente (già nel 2012, in UK, GoHenry e Osper, operavano in tale campo) ma è comunque esploso negli ultimi anni: si calcola che a dicembre 2020 erano circa 60, nel mondo, le istituzioni finanziarie che si occupavano di offrire servizi bancari ai minorenni. Gli esempi più vicini a noi sono la danese Lunar, le francesi Pixpay e Kard (che si rivolgono esclusivamente agli adolescenti) e l’ultima arrivata, la tedesca Pockid (che si rivolgerà esclusivamente a ragazze e ragazzi tra i 15 e i 24 anni). L’ultimo attore ad approdare su questi lidi è stato, recentemente, Apple, con una evoluzione della sua Apple Card. Il mercato potenziale è sicuramente importante, poiché si calcola che, a livello europeo, circa il 90% delle transazioni di pagamento effettuate dagli adolescenti avviene in contanti. Diverse sono le strategie adottate dalle istituzioni finanziarie che operano in questo campo e solo il tempo saprà dirci che ha fatto la scelta giusta: c’è chi punta ai genitori, per semplificare la gestione ed il controllo delle finanze dei figli, c’è chi punta direttamente agli adolescenti e chi punta ad una strategia mista. A onor del vero questa tipologia di mercato è a bassissima redditività (se è vero che alto è il numero delle transazioni, molto basso risulta invece l’importo medio) e se non si pensa a costruire dei prodotti e servizi per coloro che, da minorenni passeranno alla maggiore età, cercando di fidelizzarli, il fallimento è dietro l’angolo.

A prestissimo e… mai paura !

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