Lo stato di forma del Fintech e l’elisir di lunga vita

Il Fintech a che punto è ? Come sta ? Ha già dato il meglio di se o è ancora in grado di stupire e stupirci con nuove soluzioni ? Se ponete questa domanda a chi opera in una banca tradizionale, probabilmente vi risponderà che il settore del fintech è arrivato al capolinea, ha fatto la strada che doveva fare e i più bravi tra loro sono diventati dei fornitori/collaboratori degli istituti di credito; qualcun altro ha scelto una strada diversa e, tentando una strada in solitario, avrà una vita tutto sommato breve nella speranza di erodere clienti a chi c’era prima di loro e ci sarà anche dopo. Ma siamo sicuri che è veramente così ? Possibile che non ci siano ulteriori margini di miglioramento ? Beh, quello che possiamo dire è che chi fa certe affermazioni ha sicuramente una visione parziale del settore e sentenzia la fine dell’evoluzione del fintech quasi a volerne esorcizzare la pericolosa concorrenza. Basta guardare a ciò che è stato fatto negli ecosistemi asiatici e cosa si sta ancora facendo: tralasciamo gli esempi più noti di WeChat ed Alipay e guardiamo a Grab; la società nacque in Malesia nel 2012 come servizio di prenotazione taxi; al crescere del giro d’affari, i fondatori si sono resi conto che la maggior parte degli autisti facenti parte della piattaforma non disponevano di conti bancari e, di conseguenza, li hanno aiutati in questo e li ha anche supportati per l’ottenimento di prestiti volti all’acquisto del rinnovo delle auto. I servizi si sono ulteriormente ampliati nel tempo fino a contemplare l’offerta di assicurazioni dedicate, sia per l’auto che per il conducente. Oggi Grab, oltre ai servizi già menzionati, offre anche la possibilità di effettuare pagamenti ed investimenti, tutto in digitale e, nel 2018, grazie alla sua completezza è riuscita a spingere Uber fuori dal mercato asiatico. I prossimi passi sono quelli di sfruttare la licenza bancaria ottenuta a Singapore e la quotazione in Usa. Altro che Banking as a Service ! Nel nostro continente Revolut e Klarna stanno seguendo, più o meno, il sentiero tracciato dalle app asiatiche e a livello più “global” chi sta facendo passi importante sono di sicuro PayPal e Wise. Ma per raggiungere lo stato di super app c’è ancora parecchio da fare e non è detto che spunti qualche altro partecipante alla gara. Abbiamo assistito e assisteremo ancora ad assestamenti, fusioni, acquisizioni ma la partita è ben lungi dall’essere chiusa e definita e, come dice Spiros Margaris, uno dei più autorevoli esperti ed influencers del mondo fintech, in un recente articolo su Sifted, “non è tanto necessario cambiare gli ingredienti bensì inventarsi dei piatti nuovi, magari grazie a chef più creativi”. “Live long and prosper”, dunque, come recitava il vulcaniano Spock in Star Trek e, se l’astronave Enterprise arrivava là dove nessuno era mai giunto prima, almeno nella galassia italiana dei pagamenti, l’ostacolo a questa prosperità è, ancora e purtroppo, il contante.

Come vediamo dal grafico pubblicato da Bankitalia solo per le transazioni sopra i 50 € c’è una discreta lotta tra carte e contanti, mentre per le soglie inferiori, ancora oggi, non c’è partita. Riuscirà il capitano Kirk a sovvertire questa tendenza ?

A prestissimo e… mai paura !

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