Team Digitale, Jeff Bezos e riunioni inverosimili

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Ho appena finito di leggere l’intervista che Diego Piacentini, l’ex Commissiario per il Digitale, ha rilasciato a Beniamo Pagliaro di Repubblica. Inizialmente sono rimasto senza parole ma, rileggendo nuovamente, qualche parola di commento sono riuscito a trovarla e la voglio condividere con tutti voi.
Non voglio commentare il fatto, e questo lo lascio ad ognuno di voi, che chi ha avuto due anni di tempo (anche se in quel lasso di tempo, ad onor del vero, si sono succeduti tre governi), ammetta che si sia fatto poco e consigli, a chi lo sostituirà, di creare una struttura con più di 500 persone, che sia allocata in un ambiente moderno e magari logisticamente lontana dai palazzi del potere … voglio commentare invece quello che viene detto più avanti.

“Avevo sottovalutato che oltre la tecnologia, lo sviluppo di un widget, il processo di accompagnamento è manuale, fatto di incontri, di persuasione, di spiegazione. Avevo sottovalutato le decine di ore che servono per questi incontri.” 
Non posso pensare sia realmente così, mi rifiuto … non posso pensare che un manager di livello internazionale, pensi soprattutto alla soluzione e meno a coloro i quali dovranno utilizzare quella soluzione. E’ un errore gravissimo, sicuramente non l’unico che ha portato SPID ad uno stato vegetativo, ma che sicuramente non l’ha fatto nascere sotto i migliori auspici; come si può pensare di dare in mano una Ferrari ad un persona qualunque sperando che consegua gli stessi risultati di Vettel (cosa che, per la cronaca, spesso non riesce neanche a Raikkonen…). Si è sottovalutato, ancora una volta, ancora una volta quasi diabolicamente, il vero volano dell’innovazione, ovvero la comunicazione, la divulgazione. Ma non solo; secondo la mia modesta opinione, si è sottovalutato anche il coinvolgimento: tu Pubblica Amministrazione (o Agid o Team Digitale) non puoi sempre calare qualcosa dall’alto, sperando che il cittadino sia comunque proattivo non percependo realmente un vantaggio. Purtroppo è questo che bisogna considerare nel lancio di un servizio innovativo e digitale, e dovrebbe farlo a maggior ragione una PA: che l’utente percepisca, nettamente e, ancor meglio, tangibilmente, un vantaggio. Per Spid non è stato così e non credo che il futuro possa essere migliore del presente.

“La resistenza al cambiamento è un problema che hanno tutti (in tutti i paesi, ndr). Quel che manca in Italia è il senso del comune”
Il senso comune in Italia esiste, bisogna stimolarlo. Non è possibile, come tra l’altro ricorda il giornalista a Piacentini, che, prima mi dai la possibilità di fare la carta di identità elettronica e quando decido di farla scopro che c’è una lista di attesa di sei mesi, quando il rilascio di quella cartacea avviene a vista … Sarà anche vero che gli italiani mancano di senso del comune, ma è anche vero che spesso le PA, ed in questo caso i comuni, mancano di buon senso, infrastrutture e cultura digitale. E’ da li che bisogna partire: educare, creare le infrastrutture, permeare le persone di cultura digitale e poi, soltanto a risultati acquisiti, diffondere nuovi prodotti.

“La cosa di cui più sono sorpreso è la mancanza in molti enti amministrativi delle competenze di base di gestione di un progetto”
Anche questa affermazione la lascerei commentare a voi, a me imbarazza troppo sapere che un manager della PA non conosca la PA e che non abbia fatto nulla, promosso iniziative, avviato tavoli in questo campo, per cambiarla.

“L’app io.italia.it: il cittadino avrà tutti i messaggi di tutti gli enti della p.a., i pagamenti, in una sola applicazione. Se funziona tutto bene nel 2021-2022 avremo almeno dieci milioni di cittadini che la useranno.”
Ho provato a collegarmi al sito della app … sulla home page c’è scritto: “Nell’estate 2018 inizieranno i primi test con un focus group di cittadini e con alcuni enti centrali e locali. Tieniti aggiornato!“. Mi sono ovviamente iscritto alla news letter nella speranza di avere aggiornamenti quanto prima; l’estate 2018 è passata, il 2019 è alle porte e, se è vero che questa app dovrà essere il mezzo di fruizione del reddito di cittadinanza, mi sa che siamo un pò in ritardo, anche, e soprattutto, rispetto al target di 10 milioni di utilizzatori tra il 2021-2022. Per inciso, ed in via del tutto personale, per gestire i pagamenti tramite questa app, ritengo assolutamente superfluo aver messo in piedi una infrastruttura di pagamento come PagoPA, bastava un portale al passo con i tempi ed una app decente, il resto c’era già… A proposito, qualcuno sa dirmi qual’è la percentuale di adesione delle PA, ad oggi, a PagoPA (si dice sia circa il 20%, sarà vero ?)

“Ad agosto ho pranzato con Jeff (Bezos, ndr), poi sono tornato in Italia e sono andato a una delle tante riunioni inverosimili a cui partecipo. Ho chiuso gli occhi e pensato al pranzo con Jeff di due giorni prima”
Riunioni inverosimili ? ripensato al pranzo con Jeff ? Anche in questo caso lascio a voi qualsiasi commento, per quanto mi riguarda è meglio chiuderla qui. A presto !