Archeotennis e pagamenti digitali

EPSON scanner Image

I due tennisti che vedete nella foto sono gli australiani Paul McNamee (a sinistra) e Peter McNamara; atleti di buon livello in singolo, soprattutto il secondo, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, furono insuperabili in doppio, vincendo più volte i tornei dello Slam, e sbarrando la strada, in coppa Davis, alla termine di un incontro memorabile, al miglior doppio che la storia del tennis italiano abbia mai conosciuto: Adriano PanattaPaolo Bertolucci.
Questo amarcord tennistico mi serve per supportare un mio pensiero, poco sportivo e più tecnologico.
E’ da qualche mese che la PSD2 (Payment Services Directive), ha “smosso” il quieto vivere di banche, merchant e di tutti gli altri attori dell’ecosistema dei pagamenti. La direttiva, come molti di voi sapranno, ridisegna lo scenario ed il mercato dei pagamenti europei, introducendo alcune importanti novità, tra le quali la possibilità, per i clienti, di accedere ai propri conti con applicazioni di terze parti e non più con applicazioni native della propria banca, potendo, ad esempio, accedere a più conti, radicati su banche diverse, da un unico punto. Questo lato consumatori; per quanto riguarda i merchant, questi potranno bypassare la catena di intermediazione che oggi sono costretti ad utilizzare per incassare dai propri clienti, ottenendo una sostanziale diminuzione delle commissioni. La direttiva, inoltre, apre scenari interessanti anche per quanto riguarda l’identità digitale e i Big Data.
Come diceva una pubblicità andata in onda tempo fa, “la potenza è nulla senza il controllo” e, di conseguenza, a quanto introdotto dalla normativa, al fine di sfruttarne completamente il potenziale, andrebbero affiancate opportune piattaforme di AI e DLT e la chiusura del cerchio virtuoso si completerebbe.
Ecco, il duo McNamara-McNamee è un pò come il duo PSD2-Tecnologie, indissolubile ed il mix dei due è indispensabile per arrivare al successo !
Su questo campo si giocherà la partita della concorrenza futura, che vedrà attori di natura diversa scendere “l’un contro l’altro armati” ed aziende dello stesso settore, competere nell’offrire i migliori servizi ai propri clienti.
Gli OTT si stanno già muovendo da tempo, le banche, anche se lentamente, hanno fatto lo stesso, adesso tocca alle aziende, e devono farlo velocemente, perchè questa non è una partita tecnologica, non è una partita normativa, questa è la finale di Wimbledon e la posta in palio è quella di mantenere i propri clienti e magari acquisirne altri, con tutto il corredo di dati a contorno, prima che li acquisiscano i rivali … il sorteggio del campo è fatto, chi deve battere si affretti !

Annunci

Cash vs Cashless passando per la Digital Identity.

ImmagineE’ con un pizzico di emozione che mi affaccio a questo nuovo mondo; lo faccio per condividere le mie esperienze e le mie passioni, con chi conosco ma, soprattutto, con chi non conosco !
Inizierò parlandovi di “digitalizzazione” e “cashless”.
Qualche giorno fa, Rick Coeckelbergs, ha posto una domanda in un suo post su Linkedin :

Può la tecnologia cambiare il rapporto di forza oggi esistente tra pagamenti Cash e pagamenti Cashless (oggi è circa di 4 a 1), in favore del Cashless ?

La mia risposta è ovviamente un SI, ma che sento il dovere di argomentare…
La tecnologia può esserci di aiuto, ma non possiamo pensare di effettuare un cambiamento culturale, mettendo semplicemente a disposizione degli strumenti di pagamento digitale: dobbiamo educare le persone ad usarli !
Nella mie personale esperienza, ho messo a disposizione dei clienti della mia azienda, molteplici sistemi di pagamento ma non tutti hanno avuto il riscontro sperato, e la motivazione è stata sempre la stessa, mancanza di educazione ed informazione; non tanto da parte di chi gestisce od espone il metodo di pagamento, quanto dalle istituzione bancarie e dagli stackholder interessati. Nella nostra cara Italia, la maggior parte delle persone, preleva i soldi al bancomat per poi attraversare la strada ed utilizzare il contante per pagare i propri acquisti…
Per cambiare queste abitudini radicate occorre uno sforzo molto più grande ed articolato che quello di mettere a disposizioni dei clienti piattaforma di pagamento tecnologicamente avanzate e digitali. Occorre che tutti gli attori coinvolti nella catena dei pagamenti facciano opera di “evangelizzazione” e che, in qualche modo, incentivino ad utilizzare mezzi alternativi al contante.
Secondo me le strade percorribili, parallele, sono due:

1) Premiare l’utilizzo di piattaforme alternative al contante (riduzione della commissione da parte del PSP, premi in Loyalty da trasformare in sconti, da parte dei Merchant)

2) Sviluppo “coatto” di un wallet digitale

Il secondo punto merita un approfondimento maggiore.
La mia personalissima idea su questo tema è la seguente : ad ogni codice fiscale si abbina un’identità digitale ed un wallet digitale.
Il meccanismo, ovviamente da approfondire e da declinare nel dettaglio potrebbe essere il seguente: ad ogni codice fiscale vengono agganciati, in maniera “silente”, l’identità digitale (SPID ad es) ed un wallet digitale. Al primo contatto della persona con la PA (richiesta certificati anagrafici, visite mediche, gestione pratiche agenzia delle entrate, ecc…), l’identità digitale ed il wallet, unici strumenti che permettono lo svolgimento della pratica o del pagamento,  vengono attivati in tempo reale e sono pronti per l’utilizzo.
E’ un’idea che lanciò così, ancora in stato embrionale, ma sulla quale vi invito a riflettere, magari per ampliarla insieme e per renderla un qualcosa di tangibile; le idee non ci mancano, la tecnologia ci assiste e questo è il primo mattoncino … Si può fare !